mercoledì , 21 Agosto 2019
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I moderni treni Stadler di FdC devono essere usati sulla linea Catanzaro-Soveria Mannelli

di Giovanni Petronio –

E’ bellissimo, si potrebbe dire che il potere della fiction rende tutto reale. Tra la stazione di Decollatura e quella di Serrastretta (che rammento trovarsi lungo la direttrice delle ex Calabro-Lucane Cosenza-Catanzaro) si sta assistendo ad uno spettacolo che intendo definire “meraviglioso”, per due ragioni.

La prima è che la Rai ha deciso di girare alcune scene di “Angela”,una nuova fiction che andrà in onda nella prossima stagione in prime time su Rai 1, proprio su di un vettore delle Ferrovie della Calabria, con attori del calibro di Vanessa Incontrada, Sebastiano Somma e Giuseppe Zeno. Una buona notizia e una pubblicità importante e meritata per Decollatura e tutto il comprensorio montano.

La seconda “meravigliosa” ragione è che viaggia sulle rotaie un De M4c.500–Stadler, facente parte di quella categoria che potremmo definire “mezzi nuovi”, utilizzati per la prima volta a partire dal 2009. (Di questi, 3 sono utilizzati tra Catanzaro Città e Catanzaro Lido e 2 tra Cosenza e Rogliano. Per essere ancora più precisi, sono dotati di cremagliera e per questo originariamente progettati per essere adoperati nell’area catanzarese!)

Nulla di strano verrebbe da dire, se non fosse che agli abitanti del Reventino, e non solo, è legittimamente sorta una domanda: “Ma non avevano detto che le Stadler non passavano dalle gallerie e non potevano raggiungere la stazione di Soveria?”.

Per tutti questi anni abbiamo sempre assistito ad una farsa? Capiamo meglio!

Quello che è vero che “qualcuno” ha propugnato diverse tesi: la prima che il problema fosse relativo a deficit del mezzo incapace, appunto, di transitare nelle gallerie, come in quella di Gimigliano (ma li per un lungo tempo il margine di credibilità è alto, viste le criticità della volta, poi superate con alcuni lavori di consolidamento), poi che fosse quella di Serrastretta ad essere troppo in curva…Altre tesi richiamavano all’attenzione la mancanza dei bagni e dunque l’insostenibilità ad essere impiegati per le lunghe percorrenze! Forse avranno dimenticato che lungo la Bari-Matera (ex linea delle Calabro-Lucane, oggi Ferrovie Appulo Lucane, negli ultimi 10 anni radicalmente ammodernate sia dal punto di vista dell’infrastruttura ferroviaria che del materiale rotabile) ci sono anche Stadler che transitano da un punto all’altro in un tempo medio di percorrenza di ore 2, solo andata. Forse che in quelle zone i pendolari non hanno bisogno di usare la ritirata?!

Dunque, quale potrebbe essere il reale problema?

Alcuni anni fa, il presidente del tempo di FdC, Giuseppe Scali, assunse l’impegno presso il Comune di Soveria Mannelli mediante apposito protocollo che da lì a poco sarebbe stata portata sui binari proprio una Stadler denominata “Soveria”.
La cosa sfortunatamente non si è mai palesata. Visto e considerato che, parrebbe che la maggioranza dei veri o presunti deficit strutturali e impedimenti vari siano stati ampiamente superati e visto che il mezzo è transitato normalmente per le riprese del film, direi al di sopra di ogni ragionevole dubbio che possa transitare anche per traffico pendolare!Il problema inesistente, “qualcuno” ha deciso che questa debba essere l’antifona e che l’uso di moderne automotrici tra le montagne sia sprecato e non porti a riscontri oggettivi. Una castroneria indigeribile alla quale mi opporrò in maniera determinata!

E adesso? Diventa obbligatorio pretendere che, finalmente, a partire dall’immediato questi moderni mezzi partano dalla stazione capo-tronco verso il capoluogo della Regione Calabria.
Si, ma come? Bisogna esigere che, almeno la corsa del 303 (5,45) e 305 (6,12) in partenza da Soveria Mannelli venga effettuata con gli Stadler e congiungere, senza nessuna rottura di carico, Catanzaro Lido.
Che significa? Significa costituire un direttissimo che andrebbe a servire con una soluzione di continuità tutta l’area montana (nella fattispecie, ad esempio, il treno 303 diventerebbe il 51 in partenza alle 6,46 e il 305 quello 57, delle 8,27). Una volta arrivati andrebbero tranquillamente a spola su e giù da Lido fino a via Milano, dunque integrandosi nel TPL urbano. Questo fino a quando il 982 delle 13,13 da Lido, una volta giunto a Catanzaro Città, diventerebbe il 318 in partenza alle 13,50 e magari il 94 delle 16,11 si trasformerebbe nel 324 delle 16,44.
Sottolineo che un collegamento senza cambio è realizzabile anche con altri tipi di convogli dotati di cremagliera, come il gruppo 350. In realtà dirò di più, ad esempio con i sopracitati orari potrebbe essere effettuato, fino a quando non sarà completato il pendolo, un congiungimento intermodale verso la Cittadella della Regione a Germaneto. Da Gagliano oppure da Catanzaro Sala, utilizzando gli stessi mezzi dell’Amac…

Nei modi sopraelencati, si ricucirebbe uno strappo che non ha alcun motivo di esistere, questo:
-unitamente alla prosecuzione dei lavori, già finanziati, da alcune settimane bloccati;
-al rinsavimento della sede ferroviaria;
-alla sostituzione, ove fosse necessario delle rotaie 36 UNI a favore di una 50UNI;
acquisto più volte annunciato di nuovo materiale rotabile.
-alla riapertura del tratto sospeso Soveria-Marzi, i cui lavori risulterebbero appaltati.

Le soluzioni offerte non richiedono uno sforzo sovraumano per essere realizzate, richiedono impegno, che a sua volta darebbe slancio e attenzione ai bisogni delle aree interne da troppo tempo isolate ed escluse da piani di investimento di ampia portata. Chi vi scrive da tempo è impegnato sulla questione e statene certi avrà certamente modo di continuare a parlarne ancora.
A presto!

di: Giovanni Petronio

Giovanni Petronio
Giovanni Petronio nasce l’8 settembre del 1985 a Soveria Mannelli (CZ) e risiede a Decollatura (CZ). Dopo la maturità scientifica ha studiato all’Unical dove ha conseguito, col massimo dei voti, tre lauree afferenti a Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Oggetto delle sue tesi sono stati i musulmani in Calabria e i deportati politici calabresi nei campi di concentramento nazisti, quest’ultimo tema ulteriormente sviluppato nel corso del Master Internazionale di secondo livello in Didattica della Shoah, presso l’università di Roma Tre, conseguito nel 2016. Nel 2017 ha pubblicato il libro “I Ragazzi della Fiumarella. Un disastro ferroviario a colori”, relativo al più grave deragliamento ferroviario italiano, verificatosi a Catanzaro il 23 dicembre 1961, con quale ha ottenuto attestati e riconoscimenti a livello nazionale, come il plauso del Presidente della Repubblica Mattarella, nel marzo del 2018. Attualmente si interessa alle problematiche riguardanti il Meridione e in particolare l’area del Reventino e del Savuto. Ha altresì contribuito ad avviare iniziative finalizzate alla riapertura del tronco ferroviario Soveria Mannelli-Marzi e, ad approfondire la problematica dell’inadeguatezza dei servizi su ferro della Regione.

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