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I cittadini invocano distacco da Gimigliano per passare a San Pietro Apostolo ma non ci riescono

La politica, deputata a decidere, non decide.

Una situazione che si protrae da tempo, ma ancora non trova definizione, ed un altro capitolo si aggiunge alla vicenda ormai nota che riguarda i cittadini residenti alle contrade Colla, Manche e Bivio Zeta del Comune di Gimigliano che da decenni conducono lo propria battaglia per ottenere il distacco delle frazioni dal comune di Gimigliano e la riannessione al Comune di San Pietro Apostolo.

Panorama di San Pietro Apostolo.

Le ragioni di circa cento cittadini e di numerosi domiciliati si riconducono sostanzialmente alla notevole distanza dal centro storico sociale del comune di Gimigliano, distante circa 20 km percorribili in 40 minuti di strade tortuose e dissestate, rispetto ad una reale conurbazione con il centro del comune di San Pietro Apostolo. Tale situazione, di fatto, determina la reale impossibilità da parte del comune di Gimigliano di farsi carico delle necessità di una popolazione che, ormai da troppi anni,  vive in un limbo amministrativo che la penalizza fortemente.

Come si rileva in una nota pervenuta in redazione i cittadini delle contrade Colla, Manche e Bivio Zeta rivendicano la loro appartenenza alla comunità di San Pietro Apostolo dove svolgono la loro vita sociale cd economica e proprio in considerazione della vicinanza, l’amministrazione comunale di San Pietro Apostolo da sempre si è fatta carico di garantire alcuni servizi essenziali che evidentemente, non riescono ad essere assicurati dal Comune di Gimigliano proprio a causa della notevole distanza.

La considerevole lontananza dal centro di Gimigliano crea enormi disagi ai cittadini che non solo devono affrontare lunghi viaggi anche solo per il rinnovo della carta d’identità, per esercitare Il proprio diritto di voto o per richiedere un documento amministrativo, ma di fatto sono privati del proprio diritto a partecipare alla vita sociale e politica di una collettività, quella gimiglianese, che disconoscono e che inevitabilmente li esclude dalla partecipazione attiva alla vita di comunità, proprio a causa della distanza.

I due Comuni sono divisi dalla strada.

Molti servizi fondamentali poi, sono garantiti dal comune di San Pietro Apostolo. Il servizio scuolabus, la tumulazione dei defunti, il servizio di depurazione. Le contrade sono infatti prive di sistemi di depurazione e la rete fognaria di parecchie abitazioni confluisce presso il depuratore di San Pietro Apostolo, mentre tutte le rimanenti ne sono totalmente prive. Ma non è tutto, nei mesi estivi, a causa dell’inefficienza di una rete idrica ormai obsoleta e insufficiente a garantire la fornitura, le contrade si trovano soventemente a soffrire  la carenza di acqua e spesso, interessati gli uffici preposti del Comune di Gimigliano, gli stessi hanno risposto di rivolgersi al comune di San Pietro Apostolo!!!! Un’assurdità che rappresenta l’emblema di una situazione ormai insostenibile.

Inutile poi parlare della sommaria cura del verde e delle aree pubbliche, è sufficiente recarsi su corso Vittorio Emanuele II per rendersene conto. La linea che divide le due corsie rappresenta di fatti quella di confine tra i due comuni. Da un lato, quello di San Pietro Apostolo, nel quale è presente un marciapiede con illuminazione pubblica, opportunamente curato sotto l’aspetto della pulizia e del decoro dall’amministrazione comunale, dall’altro quello di Gimigliano, sprovvisto di pubblica illuminazione e priva di interventi di cura e manutenzione che hanno determinato nel corso degli anni il dissesto della cunetta e la conseguente non regimentazione delle acque piovane che invadono i piani bassi delle adiacenti abitazioni.

Non si tratta di una mera battaglia ideologica o di possesso di terreno, concetti medioevali che non possono trovare riscontro in una normativa, quella italiana, che già nella Costituzione tutela l’interesse sovrano dei cittadini. Il territorio poi, non può essere inteso come conquista o possesso in quanto appartenente al pubblico demanio, ancor più se non si dispone dei mezzi e delle risorse per garantire servizi essenziali e cura del territorio, riducendo un’intera frazione a poco più di un bancomat dal quale riscuotere tasse e imposte senza garantire i servizi minimi.

Nel corso degli anni sono stati numerosi i tentativi di modifica mai concretizzati. Ultima la proposta di Legge Regionale n.138/10 di iniziativa del Consigliere Regionale on.le Vincenzo Ciconte, approvata dalla Prima Commissione Permanente Affari Istituzionali e Generali, presieduta dall’on.le Franco Sergio, nella seduta del 31 marzo 2017 che ha proposto al Consiglio Regionale la risoluzione n°2/2017 per l’effettuazione del referendum consuntivo limitandolo ai soli residenti delle contrade Colla, Manche e Bivio Zeta del comune di Gimigliano. Nel corso di questi 2 anni, però, Il Consiglio Regionale non ha mai affrontato la questione, portandola più volte all’Ordine del Giorno e rinviandola senza mai discuterla nelle sedute n°61 deI 16/11/2018; n°62 del 29/11/18 ed ultima la n°68 del 11/03/19.

Siamo amareggiati dal comportamento di una politica, deputata a decidere, che di fatto non lo fa.

Ormai più di due anni fa, come comitato cittadino, ci siamo rivolti al Consigliere Regionale on.le Vincenzo Ciconte, che prese a carico la nostra istanza recandosi più volte sul posto per prendere atto personalmente di una situazione oggettivamente paradossale e che, In pubblica adunanza con i cittadini residenti alle contrade Colla, Manche e Bivio Zeta, garantì Il proprio sostegno e quello del Consiglio Regionale alla legittima pretesa di una popolazione esasperata, presentando la proposta di Legge n.138/10 che porta il suo nome.

La conseguente risoluzione n°2/2017 del 31 marzo 2017, proposta al Consiglio Regionale dalla Prima Commissione Permanente Affari Istituzionali e Generali, attende ormai da troppo tempo l’esame dell’Organo Legislativo che chiediamo si assuma le proprie responsabilità, in un senso o nell’altro.  Non conosciamo le ragioni di questi continui rinvii che assumono il carattere di una mancanza di responsabilità proprio da parte di chi, con il voto dei cittadini, è stato chiamato a decidere.

Appare infine chiaro l’interesse qualificato limitato ai soli cittadini di contrada Colla, Manche e Bivio Zeta, in quanto sono gli unici a subire notevoli disagi, anche in considerazione del fatto di un flusso tributario che non trova proporziona le riscontro in termini di servizi resi da parte del Comune di Gimigliano che sostanzialmente garantisce il solo servizio di raccolta dei rifiuti tra l’altro completamente coperto, sotto l’aspetto finanziario, dalla riscossione della TARI che per Legge deve coprire i costi del servizio integrato. Proprio in virtù dell’evidente interesse qualificato riconducibile ai soli residenti, non possiamo accettare quanto enunciato nella Delibera di Consiglio Comunale n°20 del 26/05/2016 del Comune di Gimigliano nella quale, tra l’altro, si richiede che al referendum partecipino tutti i cittadini residenti nei due comuni e non solo quelli delle contrade.

Rivolgiamo quindi un appello al Consiglio Regionale affinché si assuma le proprie responsabilità decidendo in merito alla  risoluzione n°2/2017 inerente la proposta di Legge Regionale n.138/10.

Il Comitato cittadino “Uniti per Contrada Colla” continuerà la propria battaglia in ogni sede, portando la vicenda all’attenzione di tulle le Istituzioni Regionali e Nazionali anche attraverso il coinvolgimento dei cosi detti “Media d’inchiesta”.

Il Comitato cittadino
“Uniti per Contrada Colla”

di: La redazione

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