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Gli studenti dell’IC Rodari al Festival Teatro-Scuola di Altomonte con “Terra di nessuno” sulla Grande Guerra

A ormai cento anni dalla fine della I Guerra Mondiale, vale ancora la pena ricordare i soldati caduti, i padri e le madri, le mogli e i figli, in trepidante e spesso vana attesa? Evidentemente sì se una scuola, seppure abitualmente attenta al recupero della memoria storica, ha deciso di lavorarci per l’intero anno scolastico appena trascorso e ricavarne un’opera teatrale dal titolo “Terra di nessuno”.

Con questo lavoro, i giovani studenti dell’Istituto Comprensivo Rodari di Soveria Mannelli e Carlopoli parteciperanno, com’è ormai tradizione, al Festival Teatro-Scuola di Altomonte, il prossimo 12 maggio; poi sarà rappresentato il 1° giugno a Soveria Mannelli e il 6 giugno a Carlopoli.

L’opera ha tra l’altro avuto l’importante riconoscimento come progetto rientrante nel “Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della prima Guerra mondiale”, da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale.

Il lavoro di preparazione per la messa in scena di “Terra di nessuno”, scritto da Corrado Plastino, per la regia dello stesso Plastino, con Pasqualina Arcuri, Cinzia Fiorenza, Giusi Marasco, Emilia Molinaro e Gabriella Sirianni, ha avuto il merito di coinvolgere oltre sessanta alunni di tutte le classi della scuola secondaria di primo grado di Soveria Mannelli e Carlopoli, ognuno dei quali reso partecipe con una parte ben definita da interpretare.

Lo scopo, come di consuetudine, è quello di recuperare la memoria di eventi particolarmente significativi della storia locale, nazionale o internazionale, oltre che di offrire ai ragazzi l’opportunità di frequentare la scuola anche il pomeriggio, in orario extracurriculare, facendola vivere loro anche come luogo di svago e di apprendimento attraverso l’uso di tecniche non convenzionali come appunto il teatro.

“Terra di nessuno” racconta la storia di due soldati della famosa Brigata Catanzaro, Pietro e Totò, originari rispettivamente di Soveria Mannelli e Carlopoli. Sullo sfondo delle vicende personali dei due soldati, gli accadimenti della Grande Guerra, come venne definita dagli storici la I Guerra Mondiale.

Pietro, trovandosi a combattere nella cosiddetta terra di nessuno, entra in contatto con un soldato austriaco, un nemico, ma che fuori dalle trincee non appare evidentemente più come tale, una circostanza storicamente accertata e comprovata da innumerevoli episodi simili a questo.

Credendolo immerso nel sonno, gli racconta la storia della sua famiglia e dei suoi amici commilitoni, tra cui Totò, che ha intrapreso una relazione epistolare con Maria, una ragazza conosciuta a Vicenza.

Con un salto temporale, l’autore, nella scena finale, ci riporta ai giorni nostri, durante le celebrazioni del 4 novembre, la giornata dedicata alla vittoria della I Guerra Mondiale ma anche – simbolicamente – al milite ignoto che rappresenta tutti i caduti in guerra, proprio per avviare una riflessione sull’utilità della guerra e sul sacrificio di tante vite umane che essa richiede.

Insomma, un’opera altamente educativa per chi vi ha partecipato attivamente, ma anche per tutti gli spettatori che avranno modo di vederla e certamente di apprezzarla.

Ci è infine particolarmente gradito, citare tutti i nomi dei ragazzi che partecipano alla rappresentazione di “Terra di nessuno” in qualità di interpreti:

Bruni Ugo, Cardamone Marco, Caruso Marco, Chiodo Arianna, Leo Salvatore, Mancuso Erica, Marasco Mario, Serranò Marta, Trunzo Miriam, Bonacci Francesca, Caruso Francesco, De Fazio Francesco, Jebrini Sara, Bonacci Maria Carmen, Cimino Rebecca, Cosentino Giuseppe Michele, Gallo Pasquale Francesco, Garofalo Antonio, Leo Fabiana, Maletta Serena, Mancuso Gianfranco, Mazza Davide, Mazza Giuseppe, Pascuzzi Luciano, Serranò Alessia Maria, Silipo Letizia, Talarico Pierluigi, Chiodo Maria, Jebrini Serena, Scalise Alessandra, Colao Gioele, Davoli Angelica, De Mastro Samuele, Filice Claudia, Gallo Erica, Grandinetti Melissa, Popoviciu Giulia, Villella Elena, De Fazio Simona, Fuoco Mario, Pascuzzi Martina Stella, Perrone Serena, Rotella Raffaele, Arcuri Giuseppe, Caruso Angelo, De Fazio Francesco, Folino Giuseppe, Gigliotti Martina, Guzzo Marta, Mancuso Lucia, Piccoli Aurelio, Pingitore Vincenzo, Arcuri Lorenzo, Bruno Paola, Gigliotti Sara, Sacco Federica, Scalzo Fabiana, Scalzo Alessandro, Scalzo Ludovica, Mussari Barbara, Mussari Melissa, Sacchi Ludovica, Talarico Angelica.

di Raffaele Cardamone

di: Raffaele Cardamone

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Raffaele Cardamone è nato a Soveria Mannelli, dove vive da sempre, lavorando prevalentemente nella città di Catanzaro. Da giovanissimo ha realizzato per l’emittente radiofonica “Radio Soveria Uno” dei programmi di nicchia, tra i quali si ricordano ancora “Radio on” e soprattutto “Rock in motion”, oltre a una serie di trasmissioni sportive sulla squadra di calcio locale. Nonostante il legame particolare con il suo luogo d’origine, ha avuto l’opportunità di viaggiare molto in Italia e in Europa prima per motivi di studio e poi di lavoro. Ha la qualifica di “Tecnologo della comunicazione formativa”, acquisita al termine di un corso biennale di formazione professionale sulle applicazioni delle tecnologie informatiche e audiovisive (che cominciavano a fondersi in quelle multimediali) in ambito formativo, e quella di “Coordinatore di attività di progettazione formativa”, acquisita sul campo, lavorando per oltre dieci anni nell’équipe di Coordinamento didattico dell’Enaip Calabria (l’Ente di formazione professionale delle ACLI). Il suo lavoro si svolge nel settore della formazione professionale, con frequenti e numerose deviazioni in quello della comunicazione (editoria specializzata, multimedialità e internet). Da qualche tempo, alcune sue opere letterarie sono presenti sulla piattaforma digitale di self publishing "ilmiolibro.it".

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