martedì , 19 Novembre 2019
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Giovanni Paola, una carriera tutta percorsa nell’ospedale del Reventino per amore della gente

Soveria Mannelli – Arriva il momento della pensione e di colpo cambiano le abitudini, è così per tutti i lavoratori, così è stato anche per Giovanni Paola, medico che ha svolto il ruolo di responsabile del Pronto Soccorso dell’ospedale montano di Soveria Mannelli. Tanti anni, un pezzo di vita e tanti ricordi, lo abbiamo raggiunto nella sua Conflenti per farci raccontare qualche episodio.

Si ricorda il primo giorno di servizio presso l’ospedale di Soveria Mannelli, che cosa ricorda, cosa le viene in mente?

<<I miei inizi all’ospedale di Soveria Mannelli risalgono ufficialmente al 1 aprile del 1983 quando trovai una struttura giovane, ricca di entusiasmo e con profili professionali di grande rispetto.  Il mio inserimento nei quadri della Medicina Generale fu graduale, ma con l’aiuto di colleghi esemplari (dr. Marasco, dr. Gabriele, dr. Amoruso dr.ssa Persico, dr. Renella e dr.ssa Marotta), di un gruppo infermieristico di qualità, e sotto la guida del primario (dr. Lo Bruno), ho acquisito la giusta formazione per affrontare le enormi responsabilità che la delicatezza del ruolo impone. Ricordo con assoluta vivacità l’esperienza del primo giorno in corsia con il camice bianco, quando avvertivo un sentimento contrastante tra la fiducia nei miei mezzi e l’incertezza di saper trasferire nella pratica clinica tutti gli elementi teorici acquisiti nel corso degli anni di studio. La concentrazione, l’abnegazione al lavoro e l’assiduità nel voler tenacemente apprendere i regimi comportamentali più idonei, sia nella tecnica professionale che nelle relazioni con gli ammalati ed i loro parenti, hanno caratterizzato la prima fase dell’impegno ospedaliero. Le fasi successive hanno rafforzato, negli anni, il mio forte e convinto legame con la struttura dell’ospedale di Soveria Mannelli (ma anche con le popolazioni dei comuni dell’hinterland), avendone vissuto i fasti di un tempo, quando si prospettava un futuro sempre più “aperto” e radioso, fino alla tristezza dell’incertezza attuale, con l’incombente spettro della “chiusura”>>.

C’è stato un caso, un’emergenza che si è dovuta affrontare in modo particolare?

<<Accanto alle soddisfazioni, sempre collegiali, per il “recupero” di pazienti super-critici, che comunque fanno parte della routine lavorativa per una struttura di Pronto Soccorso, quello che è mi è rimasto particolarmente a cuore è stato un pomeriggio di lavoro diventato straordinario per gli effetti di un incidente ferroviario ricadente sul bacino d’utenza dell’ospedale di Soveria Mannelli. Presso il nostro Pronto Soccorso sono giunti contemporaneamente più di 60 pazienti, tutti con una variabilità di traumi.
Nei confronti di questa evenienza eccezionale, si è assistito ad una spettacolare corsa di solidarietà: l’esiguità del personale sanitario in servizio presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Soveria Mannelli, quel pomeriggio è stato immediatamente e spontaneamente integrato da tanto personale sanitario, rappresentato da medici, infermieri e semplici ausiliari, molti dei quali già da anni in quiescenza. Tutti hanno indossato una divisa di fortuna ed hanno dato il proprio contributo lavorativo, riuscendo brillantemente nell’impresa di evitare disagi ai tanti pazienti in ingresso in Pronto Soccorso.

Questa partecipazione disinteressata, mossa dalla sola volontà di rendersi utile nella contingenza della difficoltà, è l’espressione genuina del valore della solidarietà che contraddistingue tutta la popolazione di quel territorio montano. L’immagine che serbo dentro per quella giornata, è forse la più bella e la più significativa della mia vita professionale, perché quel gruppo di lavoro, occasionalmente messo su, simboleggia la sintesi del calore umano ed emblematicamente gratifica la mia scelta di vita: quella di avere volute non solo curare, ma anche amare quella gente>>.

Colleghi, infermieri l’hanno affiancata per anni, l’ospedale ha avuto momenti gloriosi, ricordiamo che si sono raggiunti quasi 500 parti all’anno, la situazione adesso è cambiata. Cosa intravede nel futuro per i bisogni che i pazienti rappresentano quotidianamente recandosi in ospedale?

<<In questi quasi 40 anni di ininterrotto servizio lavorativo, sempre di giurata fedeltà alla struttura nosocomiale montana, ho immagazzinato infinite esperienze, sia di tipo professionale che organizzativo, queste ultime legate al periodo, quasi ventennale, di responsabile del Pronto Soccorso. Lascio dopo tanti anni di militanza, ma esco con la soddisfazione di avere contribuito, sempre in applicazione collegiale, alla realizzazione del nuovo pronto soccorso, una struttura avveniristica che tanti ci invidiano, realizzata, fra l’altro, nel periodo più opaco della storia dell’ospedale. La speranza è che proprio la porta d’ingresso dell’ospedale, che coincide con il pronto soccorso, apra a nuove prospettive di rilancio del nostro piccolo-grande nosocomio>>.

di: Santino Pascuzzi

Santino Pascuzzi
Santino Pascuzzi, nasce a Cosenza, ed è residente a Soveria Mannelli. Diplomato al Liceo Scientifico “Luigi Costanzo” di Decollatura, consegue nell’anno accademico 1993/94 la laurea in Scienze Economiche e Sociali, indirizzo Organizzazione Aziendale ed Amministrazione Pubblica, presso l’Università degli Studi della Calabria. Corrispondente del quotidiano Gazzetta del Sud, dal 1995, iscritto all’albo dei Giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti. Formativa l’esperienza radiofonica, come conduttore e programmatore del palinsesto, svolta con l’emittente Radio Soveria Uno, partecipando anche al progetto di utilità collettiva art. 23, avente per oggetto la diffusione di informazioni sull’attività dell’ente locale, attraverso la redazione delle edizioni dei notiziari radiofonici, svolto per il periodo tra gli anni 1988/1989. Ha partecipato come collaboratore ai lavori di ricerca “Istituzioni locali e Istituzioni centrali dall’Unità alla Regionalizzazione” finanziata dal C.N.R. presso il Dipartimento Organizzazione Aziendale e Amministrazione Pubblica - Università della Calabria - per il periodo 1992/1994. Ha svolto incarichi come docente nei corsi di specializzazione dell’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura e l’Ambiente di Soveria Mannelli per le materie di Marketing ed Economia Aziendale. Svolgendo, nel contempo, attività di comunicazione istituzionale ed organizzazione di eventi e convegni, ha curato la pubblicazione di articoli per riviste e periodici regionali: Calabria - mensile del Consiglio Regionale della Calabria; reportage - periodico del lametino; Internet Extra - periodico specializzato e strumento per la diffusione della cultura di Internet; Obiettivo Calabria – rivista del Sistema Camerale Calabrese; Mediaterraneo e Dintorni – pubblicazione edita dall’aeroporto di Lamezia Terme. E’ fondatore, insieme a Raffaele Cardamone e Salvatore La Rocca, occupandosi della redazione, del sito www.ilReventino.it

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