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Giovani di tutte le contrade unitivi e “ribellatevi” contro il massacro sociale e l’assenza di lavoro

di Angelo Falbo –

Constatare la disattesa richiesta dei giovani di avere un lavoro è un dato di fatto. Durante una mattinata visionando alcuni canali televisivi capita di leggere una striscia che scorre nella quale si ripeteva la notizia: Banca d’Italia – 80mila candidati per 30 posti. E 76.000 mila giovani concorrenti sono stati esclusi dopo la domanda perché “diplomati” e non “laureati”. Cosa che comporterà sicuri ricorsi a norma del bando. Quindi sarebbero stati 156.000.

Qualche settimana prima più di 300.000 candidati per 800 posti avevano partecipato ad un Bando del Ministero di Grazia e Giustizia.

Chi scrive sa cosa significa, come alcuni milioni di familiari con figli in cerca di lavoro: sono circa 10 anni che in Italia si svolgono concorsi pubblici con centinaia di migliaia di giovani concorrenti per poche decine di posti. Tra l’altro senza che i vincitori poi vengano assunti. Un vero e proprio “massacro sociale”.

Allora ho voluto accertarmi se in qualche programma, in qualcuno dei canali ci fosse la “voglia giornalistica” di approfondire la “questione giovanile”. Del perché e per come migliaia e migliaia di giovani, in piena estate, sotto calure vicine ai 40 gradi, si recano in vasti padiglioni a svolgere prove concorsuali sapendo che in palio ci sono solo 30 posti.

Niente, giro i canali più disparati con il telecomando puntato per qualche ora ho atteso di vedere qualcuno discuterne.

Niente. Si vedeva e si ascoltava di tutto nei diversi studi televisivi: i cagnolini a rischio di abbandono perché i loro “padroni” avevano preparato le valigie per le vacanze; i gatti affidati ai vicini di casa; la suocera bisticciava con la nuora perché suo figlio sentendosi trascurato dalla moglie era caduto in depressione; un giudice finto che dipana i diverbi e le accuse tra parenti su una eredità contesa; un servizio sulle gradazioni delle benefiche pomate utili per guadagnarsi belle abbronzature senza scottarsi; un esauriente servizio sulle previsioni di spesa pro capite con l’apertura dei “saldi”. E negli studi presenti dei giornalisti, dei sociologi del costume, degli esperti di economia discutere sulla circolazione monetaria, con dei politici accapigliati a contendersi la valutazione più giusta sugli effetti sul PIL in conseguenza dell’aumento dei consumi dovuti ai saldi (?). Senza sciogliere il dilemma: si compra durante i saldi perché si hanno pochi soldi per comprare a “prezzo pieno” o si compra in più perché l’economia va bene ?

©Dpa/Lapresse

Sui giovani? Nulla. Nessun servizio, nessun approfondimento… un accapigliarsi stonato su vicende vacue e su banalità d’ogni aspetto. Intanto 80.000 giovani svolgevano le prove di selezione… chi più fiducioso… chi permanentemente sconfortato… tra di loro sicuramente c’erano candidati vincitori e idonei in tanti altri concorsi superati, ma senza essere stati chiamati. Da anni.

In quella stessa mattinata in un’altra zona di Roma alcuni giovani si recavano a firmare il contratto per l’assunzione quali vincitori di un concorso conclusosi nel 2010…. i candidati erano stati circa 120.000, i vincitori 400, più un migliaio di idonei. Una preselezione li aveva ridotti a circa 12.000. Una selezione ancora più severa li aveva diminuiti a circa 2.000!

E dopo 7 anni dalla pubblicazione della graduatoria ancora sono stati assunti un pò più della metà dei vincitori. Degli idonei non se ne parla proprio.

Ci sono giovani che hanno vinto tre, quattro concorsi, con sei, sette idoneità. Centinaia di migliaia di giovani in questi ultimi dieci anni stanno spendendo soldi e tante energie intellettive e nervose, e sono rimasti vincitori e/o idonei senza essere assunti. Un vero “strazio” che si consuma quotidianamente con le sofferenze loro e dei loro familiari, sotto gli occhi di una classe dirigente “inetta”: non solo di politici, ma anche di giornalisti, di imprenditori, di intellettuali, di “esperti” di economia e di opinionisti di tutte le ore e per tutte le occasioni.

Il presidente della Repubblica, che sta ricevendo in continuazione lettere e messaggi, nelle “comunicazioni di fine anno” e nelle tante occasioni di esternazione pubblica, richiama, ammonisce, sollecita, indica nella “esclusione” dei giovani dai processi del lavoro e dalla piena “cittadinanza” che si realizza attraverso la “dignità del lavoro”, il grande problema del nostro tempo. In Europa, più grave in Italia, gravissimo nel Mezzogiorno.

Poi inesorabilmente nulla. Anno dopo anno lo stesso presidente si sente “costretto” a promulgare leggi e “Finanziarie” sempre zeppe di interventi finanziari di favori e di prebende varie, con disposizioni sostanzialmente “anti giovani”. Anno dopo anno: restrizione del turn over fino a quasi l’azzeramento in molti comparti; allungamento dei tempi di pensionamento; niente assunzioni dei vincitori, ma esternalizzazione di servizi e truffaldini bandi per giovani corsisti chiamati a seguire qualche stage, con qualche 4-500 €, o qualche borsa-lavoro (?). Intanto, siccome il personale manca si ricorre a loro quali “sostituti di necessità”, senza riconoscimenti e con scarsa dignità nelle funzioni e nelle remunerazioni. Pronti a rinforzare le “falange” dei precari, costretti all’incertezza dei propositi e delle prospettive. Con la speranza di poter essere “stabilizzati”: loro spesso, dopo anni di agitazioni e occupazioni varie, magari ci riescono, lasciando al palo i vincitori e gli idonei dei concorsi banditi nelle stesse amministrazioni! Cosi, in beffa alle norme costituzionali sull’accesso alla PA che prevedono i concorsi, attraverso forme furbesche si reclutano con meccanismi discutibili e di “ favore” in attesa di “stabilizzazione”.

Lo scenario è triste e sconfortante per tutti.

Vanamente si indicano allarmati le ingiustizie presenti e i rischi futuri. Eppure le cose si sanno. La nostra è una società senza futuro: pochissime nascite e migrazione coatta di migliaia di giovani ben istruiti

La nostra è una società senza speranza: i giovani inseriti nelle attività lavorative ricevono generalmente buste paga da “sfruttamento” e con la lontana vista di una pensione da fame.

La nostra è una società senza dignità: lascia mortificati e frustrati migliaia e migliaia di giovani inoccupati, disoccupati, senza più voglia di niente.

Volevo essere una brava persona”…. cosi scriveva Michele nella sua ultima lettera ai genitori sopraffatto dal peso di non riuscire… malgrado i tanti tentativi di ricerca e dopo l’umiliazione dei tanti rifiuti!

E che società è quella nella quale si assiste ad una girandola di guadagni, privilegi, stipendi, pensioni, buonuscite… da 30mila euro al giorno, di centinaia di migliaia al mese, di milioni all’anno? Ma quanto siete bravi Voi….! Come siete “umani” Voi..! (direbbe un artista scomparso di recente). E che società è questa nostra in cui alcuni sperperano i risparmi di pensionati e di casalinghe, fanno fallire le aziende ed imperturbabili e protetti incassano laute liquidazioni per “premi di produzione”!

E che società è se, (da tutti gli esperti è riconosciuto), per avere una costante “ripresa dell’economia” ci vuole un ringiovanimento della forza lavoro, in grado di affrontare con la ricerca e l’innovazione le sfide dello sviluppo galoppante delle tecnologie e dell’automazione, con più istruzione e più competenze, mentre noi abbiamo il più basso numero percentuale di diplomati e laureati tra i Paesi industrializzati, e, al contempo, il più alto numero percentuale di loro disoccupati ed emigrati?

Con che cosa dovremmo crescere? Con i contratti fantastici assegnati all’impazzata a manager (anche se fallimentari) ad “artisti” di vario genere, costituendo un nuovo ceto sociale “da benessere faraonico” mentre INPS e ISTAT ci ricordano quotidianamente che cresce il numero dei cittadini che rinunciano a curarsi, aumentano le fila dei poveri, diminuiscono gli accessi agli studi ?

No. Si vuole normalizzare l’”anormalità”.

Poi leggo l’articolo di Rizzo sulla Repubblica di giorno 4, il giorno dopo la notizia degli 80mila concorsisti giunti a Roma per le prove, e cosa c’è scritto? Apre una discussione sul fenomeno drammatico dei giovani inoccupati-disoccupati-malpagati-mortificati-frustrati, costretti nel decennio a rincorrere bandi di concorsi? Si preoccupa di capire cosa sta succedendo in questa nostra società dagli ingaggi milionari, mentre ai giovani viene rifiutata l’assunzione anche se vincitori/idonei in concorsi banditi dalle Amministrazioni dello Stato, dalla Presidenza del Consiglio, dalla Regione Calabria, da altre varie Regioni e da vari Istituti…?

No. Niente discussione. Nessuna preoccupazione.

Solo una infelice e qualunquistica declamatoria contro l’impiego pubblico… come se le amministrazioni bandiscono i concorsi e i giovani hanno il torto di parteciparvi in massa… eppure dovrebbe sapere che, leggendo i confronti. Il nostro Paese non ha un numero superiore di dipendenti rispetto agli altri Paesi sviluppati di Europa…. eppure dovrebbe sapere che se ci sono centinaia e centinaia di migliaia di giovani che spendono soldi, che impegnano tempo che inseguono bandi, lo fanno perché, pur essendo diplomati, laureati e “masterizzati” non sono riusciti a trovare un lavoro o, se lo hanno trovato, (son davvero la minoranza) non si sentono tutelati e vogliono migliorare la loro posizione… o dovrebbero lasciarsi “sfruttare” all’infinito?

Una vera e propria vergogna giornalistica…. davvero, caro Rizzo, è un articolo non degno.

Lo spirito che si trasmette è di noncuranza della realtà e a tratti di ostilità verso i giovani in quella che, si capisce, viene chiamata dispregiativamente la loro “corsa al posto fisso”, non è attenuato dai giusti resoconti sui fallimenti dello Stato a gestire i concorsi pubblici.

Se le amministrazioni sbagliano i bandi e i TAR annullano le procedure allungando i tempi non è colpa dei giovani. Anzi, Loro sono i più diretti interessati a non subire ritardi. Si capisce che si vuole scrivere contro il Pubblico Impiego e basta, magari per alimentare un fruttuoso filone di qualunquistiche convenienze?

Le trasmissioni non si sono curate dei giovani. Nessuna discussione in nessun canale televisivo per tutta la giornata. L’articolo del giorno dopo è negativo e a tratti sprezzante.

Cari giovani, i “grandi” abbiamo smarrito il senso di essere in “comunità” e gli elementari principi dello stare insieme. Valori costituzionali e ideali sono offuscati, o smarriti o stravolti. Impera un concetto nefasto: non ci deve essere limite all’arricchimento, né all’impoverimento…

Ditemi se questo non porterà dritto al selvaggio desiderio dei “forti” basato sull’antico “chi ce la fa ce la fa”. Ma non è questo che volevano coloro che ci diedero la “Repubblica Liberata” perciò: Giovani di tutte le contrade unitevi e ricordatecelo. In tempo.

afalbo

PS. Ho appreso che la Direzione del PD si è conclusa . Per la prima volta dell’era Renzi non è stata trasmessa. C’era troppa tensione. Ma le notizie che sono nei TG ci danno conto di forti contrasti tra il Segretario e Franceschini e che le “minoranze” non hanno partecipato al voto.

Riflessione: Ma come? I “litigiosi” non se n’erano andati? Prima Civati, poi Fassina, poi D’Attorre, poi Bersani Speranza e altri… e le liti però ci sono. Vuol dire che la “causa” della litigiosità è “dentro” e sta politicamente offuscando ogni reale problema sociale, a partire da quello dei giovani…

di: La redazione

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