venerdì , 20 Settembre 2019
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Ferrovia Cosenza-Catanzaro, tra buoni propositi, tanta speranza ed impegni al momento disattesi

Sulla base delle informazioni note e dei buoni intenti più volte annunciati e in piccola misura realizzati, (riassumibili nel precedente articolo), la situazione è che le aree interne stanno subendo un impoverimento e spopolamento senza precedenti, dove alcuni degli attori protagonisti che dovrebbero avere le mani libere per agire hanno deciso di tenerle conserte, preferendo l’immobilismo all’azione pratica! Preferendo la non comunicazione alla sintesi!

Per quanto concerne la ferrovia Cosenza-Catanzaro, dopo molto tempo finalmente è arrivata la notizia dell’affidamento dei lavori del ripristino e della sistemazione delle frane, tra Marzi e Colosimi.

Giorno 18 febbraio 2019 presso gli uffici dell’azienda si è “tenuta la seduta pubblica di gara per comunicazioni ed esiti valutazione offerta tecnica ed apertura buste “Offerta Tempo” e “Offerta Economica”, legate alle procedure “di mitigazione del rischio idrogeologico e consolidamento dei pendii e del sedime ferroviario interessato”. Anche se ancora diversi aspetti non sono chiari, quanto tempo ci vorrà per il ripristino funzionale? Cosa ragionevolmente potrebbe accadere? Inizio nel dire che le previsioni di riapertura, tanto decantate e tanto ottimiste, per l’anno scolastico 2019-2020, non verranno quasi certamente rispettate. Dunque, si spera e ci si augura, che in un altro anno, anno e mezzo possa essere ripristinato, in versione integrale quello che c’era prima del 19 febbraio del 2009.

La questione ferrovia, però, è complessa solo in parte, non lo è ad esempio, per il fatto che da Rogliano a Cosenza ci sono oltre 11 milioni di euro che verranno investiti per l’elettrificazione, a cui se ne aggiungeranno altri ben 160 milioni per la costruzione della MetroTramvia, che rappresenterà una giunzione di collegamento verso il polo universitario dell’Unical, non più rinviabile. Non mi addentro sulla questione metro si, metro no, ritengo l’opera utile ed in grado di cambiare radicalmente il volto della Città e dell’area del Savuto, se inclusa nei crimi del cambiamento concreto e non più ideale. Cosenza è una città che sta offrendo esempi propositivi ed estremamente stimolanti che desidera crescere ed affacciarsi al futuro! Inoltre, la questione ferrovia non è complessa neppure per la costruzione del Pendolo, che da Catanzaro centro consentirà, finalmente, una connessione veloce con Germaneto Policlinico e Cittadella della Regione, e nemmeno per i lavori di rinsavimento della sede ferroviaria (attualmente) tra San Pietro Apostolo e il capoluogo. (In realtà da San Pietro a Serrastretta hanno sostituito solo alcune rotaie, o meglio, solo una, quella più usurata, si inseriscono nell’ordine di interventi manutentivi. Da Gimigliano a Gagliano, hanno sostituito entrambe le rotaie, più le traversine, più il risanamento della massicciata. Da Gagliano a Catanzaro pare che i lavori si siano spinti fino al km 96).

La questione diventa complessa per altri risvolti che adesso sottopongo alla vostra lettura:

-Che fine ha fatto lo studio di fattibilità di 430 mila euro pagato dai contribuenti, atto a verificare la possibilità di costruire o rivedere, velocizzandola, l’intera linea?
-I lavori attualmente iniziati sono inclusi nei fondi Cipe, oppure no?
-Questi lavori (di cui sopra) vanno troppo a rilento, ma, perché? Cosa può essere fatto?
-Parco rotabile Ferrovie della Calabria Soveria-Catanzaro, consistenza.
-Fondi per la sicurezza ci sono?

-Che fine ha fatto lo studio di fattibilità di 430 mila euro pagato dai contribuenti, atto a verificare la possibilità di costruire o rivedere, velocizzandola, l’intera linea?

Se si velocizza e si abbattono i tempi di percorrenza siamo tutti d’accordo, ma bisogna vederci chiaro. I soldi investiti ed andati alla società Sintagma cosa hanno stabilito? Cosa dice il progetto? Sono passati gli anni ma, ancora, non lo sappiamo! Esso non è che porterebbe ad una tale razionalizzazione del percorso, non funzionale al bacino d’utenza esistente? Ritengo che tutti noi abbiamo il diritto di sapere, senza inutili proclama che spesso vengono annunciati su mezzo stampa e poi, di prendere parte attiva alla discussione!

-I lavori attualmente iniziati sono inclusi nei fondi Cipe, oppure no?

Secondo la delibera CIPE n.54/2016 da Soveria Mannelli a Catanzaro e da Marzi a Cosenza verranno investiti 53 milioni di euro, per “l’adeguamento, messa in sicurezza e velocizzazione della linea. Il 50%, saranno utilizzati per l’ammodernamento della sede ferroviaria, l’armamento pesante ed il comfort e 25% per gli interventi sulle gallerie, ponti e viadotti e le restanti somme per l’eliminazione di 9 passaggi a livello ed il potenziamento tecnologico.

Sarebbe interessante capire se i sopracitati investimenti, per i lavori che in quest’ultimo anno e mezzo sono stati effettuati, siano finanziamenti già previsti, quindi ordinari, stanziati dal Ministero dei Trasporti o dalla Regione, relativi ad interventi ciclici che il gestore per forza di cose, pena la sospensione dell’esercizio ferroviario, è tenuto a fare, oppure no…?! Bisogna sempre chiamare le cose con il loro nome; è per chiarezza non per aggressività che si chiede, soprattutto quando i soldi sono dei cittadini di una delle aree più povere dell’Italia. Da più parti è stato evidenziato che i lavori sono inclusi in quello che dovrebbe essere lo spirito dello studio di fattibilità… FdC qualche tempo fa scriveva che: “tutte queste azioni realizzano le prime rettifiche del tracciato e delle curve e sono tecnicamente compatibili con le scelte tecniche contenute nello studio di fattibilità sull’intero tracciato”. Rimane un mistero come sia potuta essere fatta una simile affermazione, quando alla data di oggi ancora nessuno ha letto tale indagine!

In sintesi, come si può aggiustare qualcosa, se non sai da dove devi partire e dal come partire? Due le risposte: 1) Non possono essere dei maghi e, quindi, l’azienda, molto probabilmente conosce almeno dei dettagli grossolani della ricerca; 2) L’amministrazione immagina quale potrebbe essere, più o meno, il risultato dello studio e, continuando ad immaginare, decide di fare determinati interventi, chiaramente non più rinviabili sulla piattaforma ferroviaria, anche se, rischia di dimenticarsene altri, come la mancata pulizia dei tombini e dei canali di scolo sui tratti in funzione. La pulizia deve essere periodica, non biennale o triennale, ma non avendo personale FdC non può fare, suo malgrado, tutto quello che sarebbe ortodosso realizzare!

-Questi lavori (di cui sopra) vanno troppo a rilento, ma perché? Cosa può essere fatto?

Attualmente i ritardi tra Soveria e Catanzaro sono eccessivi ed i viaggi estenuanti, a volte si sfiorano i 70-80 minuti, il tempo si è dilatato abbondantemente di 20 minuti rispetto al passato, provocando disagio sull’utenza. Giustissimo se questo viene ritenuto necessario ai fini della sicurezza! Sfortunatamente è pur vero che la ditta può lavorare o di notte, oppure la domenica, a causa delle numerose proteste contro i rumori ambientali da parte di alcune persone, che invece di comprendere hanno ritenuto il “chiasso” insopportabile. (Rammento che quelle persone faticano anche in condizioni meteorologiche avverse per migliorare un servizio di pubblica utilità, a cui dovremmo dare un po’ di più della nostra comprensione).

Allora, che fare? Non si può continuare ad operare durante l’intervallo (forzato) dei treni, così come si faceva una volta? Si, forse si, ecco come: dopo il treno 311 che da Soveria alle 7,10 parte per Catanzaro, può essere effettuato un servizio su gomma fino alle 12,18 con la ripresa del treno numero 321. Identica cosa dalla città verso la periferia, con la sospensione dei treni delle 9,40 (treno 308), 10,40 (310) e delle 11,40 (312). Questo significherebbe lavorare bene dalle 8,30 alle 12,20 circa. Eguale cosa pomeriggio dalle 15,30 alle 18,30, soppressione momentanea dal capoluogo del 324 (16,44) e del 326 (17,44), identica cosa da Soveria col 325 (14,37) 329 (16,05) e 311 (17,09).

In pratica, il collegamento può essere effettuato mediante due circolari che chiamerò C-Est e C-Ovest. Il primo vettore, la C-Est, partendo sempre da via Milano andrebbe su Gimigliano, poi proseguirebbe fino al bivio per la stazione di Madonna di Porto, ancora per Cicala, poi Carlopoli, Castagna, (effettuando le fermate in prossimità dei centri abitati), fino a Soveria Mannelli.

La C-Ovest farebbe da via Milano la parte alta, zona Pugliese, poi Tiriolo, bivio San Pietro Apostolo (centro abitato), bivio Serrastretta, stazione Serrastretta, Decollatura con tutti i suoi scali ferroviari, infine Soveria Mannelli. Identico percorso dall’area del Reventino verso la città. La popolazione verrebbe servita prontamente; in sostanza, così facendo, i disagi sarebbero minimi e sopportabili in virtù della ripresa rapida dei lavori, che nel giro di un tempo molto più ragionevole permetterà il miglioramento e l’abbattimento dei tempi di percorrenza dei treni sull’intero tragitto.

-Parco rotabile Ferrovie della Calabria Soveria-Catanzaro, consistenza.

Un inciso, tra l’altro a marzo del 2018 FdC ha pubblicato un bando relativo all’acquisto di 4 moderne automotrici diesel – elettriche bidirezionali ad aderenza naturale, con opzione di acquisto di ben altre 10 unità. La scadenza era per l’aprile del 2018, quindi cosa è accaduto in questo ultimo anno?

Oggi il parco rotabile, risente di un gap rilevante, che ha recentemente provocato, in giorni diversi, la soppressione di alcune corse, sostituite con bus. Dunque è insufficiente. Si pensi che sulla linea, in dotazione ci sarebbero ben 21 mezzi, ma giornalmente ne vengono utilizzati circa 11, quindi il 50%. Perché? Forse i pezzi di ricambio sono costosi o di difficile reperibilità, oppure non ci sono tanti operatori per svolgere le quotidiane attività! Se non si dispone di tutto il materiale, o almeno di qualche mezzo in più, significa che se un’automotrice va in tilt, per forza deve essere utilizzata una corsa su gomma.

-Fondi per la sicurezza ci sono?

A febbraio/marzo 2018 è stato annunciato un investimento monstre di 74,86 milioni di euro, “decreto Delrio”, che consentirà di dotare la linea di un sistema tecnologico di alto livello e di protezione di marcia del treno per migliorare i livelli di sicurezza secondo gli standard europei, (sistema di controllo della marcia dei treni, Train stop/SCMT); ammodernamento sistema CTC e realizzazione nuovi ACEI di Stazione, con efficientamento dei sistemi di protezione PL. Deve essere ricordato che gli standard di sicurezza di Ferrovie della Calabria già attualmente sono alti, ma rischiano di diventare, da qui ai prossimi anni, arretrati alle moderne esigenze.  Chi parla di linea di terzo mondo è fallace, dice una fesseria!

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Finisco nel dire che la gente oramai è disaffezionata al mezzo pubblico; questo è un dato incontrovertibile. La la tendenza deve essere invertita con gli esempi! I buoni segnali ci sono, ma dobbiamo andare oltre, molto oltre. Bisognerebbe spostare gli utenti dal mezzo privato al mezzo pubblico, in primis migliorando i servizi, quindi, rispondere alle esigenze reali di mobilità delle persone; punti imprescindibili l’eliminazione di tutti gli inutili parallelismi treno-gomma e poi, intersecando i servizi, con la cosiddetta intermodalità. Dove non arriva il treno c’è la gomma e viceversa, non la stessa cosa contemporaneamente!

Le logiche gestionali debbono essere riformulate in conformità alle esigenze dei cittadini, in questo caso (ma non solo) di quelli del Reventino e del Savuto, che hanno necessità di spostarsi, in un territorio dove l’orografia non ha consentito la costruzione di grandi arterie stradali, ma dove, da circa 90-100 anni, c’è un percorso ferroviario che chiameremo per sempre Calabro Lucane, che ha portato sviluppo (nonostante i gravi incidenti, leggi Fiumarella), limitando l’abbandono e l’isolamento.

di: Giovanni Petronio

Giovanni Petronio
Giovanni Petronio nasce l’8 settembre del 1985 a Soveria Mannelli (CZ) e risiede a Decollatura (CZ). Dopo la maturità scientifica ha studiato all’Unical dove ha conseguito, col massimo dei voti, tre lauree afferenti a Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Oggetto delle sue tesi sono stati i musulmani in Calabria e i deportati politici calabresi nei campi di concentramento nazisti, quest’ultimo tema ulteriormente sviluppato nel corso del Master Internazionale di secondo livello in Didattica della Shoah, presso l’università di Roma Tre, conseguito nel 2016. Nel 2017 ha pubblicato il libro “I Ragazzi della Fiumarella. Un disastro ferroviario a colori”, relativo al più grave deragliamento ferroviario italiano, verificatosi a Catanzaro il 23 dicembre 1961, con quale ha ottenuto attestati e riconoscimenti a livello nazionale, come il plauso del Presidente della Repubblica Mattarella, nel marzo del 2018. Attualmente si interessa alle problematiche riguardanti il Meridione e in particolare l’area del Reventino e del Savuto. Ha altresì contribuito ad avviare iniziative finalizzate alla riapertura del tronco ferroviario Soveria Mannelli-Marzi e, ad approfondire la problematica dell’inadeguatezza dei servizi su ferro della Regione.

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