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Elogio della ginestra (Decollatura). Oltre la siepe, l’infinito… in una foto di Antonio Renda

Il fotografo Antonio Renda ha voluto questa volta celebrare, con un vero e proprio “elogio”, una pianta che è decisamente tra quelle più rappresentative del nostro territorio: la ginestra.

Quando in primavera inoltrata comincia a esplodere, come un fuoco d’artificio in una notte buia, il giallo intenso dei fiori di ginestra, formando a volte semplici sbuffi nel verde e a volte intere distese, incrociandolo sul nostro cammino, l’umore non può che trarne un profondo beneficio.

Quest’effetto pirotecnico, che appare anche all’interno dell’inquadratura, mostra le ginestre che si ergono davanti a noi e sembrano quasi voler formare una siepe oltre la quale si apre l’infinito del nostro riconoscibilissimo paesaggio.

Ne sono sicuro: alle parole “siepe” e “infinito” siamo tornati un po’ tutti tra i banchi di scuola a rileggere e a meditare ancora una volta su quei versi sublimi di un nostro grandissimo poeta: Giacomo Leopardi.

E proprio in una delle sue poesie più famose, e più studiate a scuola, “L’infinito”, Leopardi scrive:

<<  Sempre caro mi fu quest’ermo colle, / e questa siepe, che da tanta parte / dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.  >>

Ma nella foto di Antonio Renda, la siepe naturale, formata dalle ginestre, non ce la fa ad escludere dal nostro sguardo l’ultimo orizzonte, che resta invece ben visibile, nella sua linea magica, a  sovrintendere all’incontro tra la terra e il cielo.

L’autore della foto, evidentemente perso anche lui in quell’infinito, ha scritto solo:

<<  Il titolo dovrebbe essere “Elogio della ginestra” [e così è stato, N.D.R.]. Non aggiungo altro e lascio a te il commento.  >>

Ma anch’io ho deciso che il commento definitivo sia opportuno lasciarlo a qualcun altro; ancora una volta a Giacomo Leopardi, che di “infinito” se ne intendeva evidentemente più di tutti noi:

<<  … Così tra questa / immensità s’annega il pensier mio: / e il naufragar m’è dolce in questo mare.  >>

E adesso, seguendo l’esempio di Leopardi, lasciamoci anche noi trasportare, come naufraghi volontari del pensiero, nel mare placido delle nostre colline e del nostro verde intenso e unico, nelle linee magistralmente irregolari che la natura ha saputo disegnare e donare, appena oltre la siepe, ai nostri sguardi ammirati.

Raffaele Cardamone

In basso, La foto realizzata da Antonio Renda e, a seguire, la sua Biografia…

Decollatura - Ginestre

Foto di Antonio Renda (Fototeca della Calabria)

Biografia di Antonio Renda

Antonio Renda è un fotografo e un documentarista. E’ nato a Catanzaro nel 1964. Ha compiuto studi universitari di filosofia e antropologia. Professionista dal 1991. Specializzato in fotografia di architettura, arte e turismo. Il suo archivio conta oltre 100.000 immagini sulla Calabria.
Ha collaborato alla realizzazione di numerosi prodotti editoriali con le maggiori case editrici calabresi: Rubbettino, Abramo, Iiriti, e nazionali come Silvana Editoriale, Electa-Mondadori e ha pubblicato sulle riviste: Oasis, Bell’Italia, A tavola, Terre del vino, Qui Touring, Abitare, Informatore Agrario; ha inoltre curato la fotografia per le Riviste: Calabria Rurale, Calabria è, Catanzaro Arberia.

Collabora da molti anni con le maggiori istituzioni calabresi e con case editrici, e autori vari. Per l’Assessorato alla Cultura e al Turismo della Provincia di Catanzaro ha curato i cataloghi per le edizioni della mostra di arte contemporanea “Intersezioni” (ed. Electa) e per la mostre realizzate al Museo MARCA di Catanzaro fin dalla sua fondazione.

Ha inoltre realizzato le immagini per le due edizioni del catalogo del “Museo Storico Militare” di Catanzaro (ed. Rubbettino), i calendari e i cataloghi del “Parco della Biodiversità” di Catanzaro.
Per la mostra “Intersezioni” e il Museo MARCA ha realizzato inoltre i video sugli artisti e le relative mostre.

È responsabile della “Fototeca della Calabria”, associazione che si occupa della divulgazione della cultura e dell’immagine della Calabria, con una particolare attenzione agli scrittori ed artisti calabresi.
Ha inoltre realizzato, negli ultimi anni, numerosi cortometraggi su vari aspetti della cultura calabrese: il mediometraggio “Nella terra di Melusina”, ispirato ad un racconto di Corrado Alvaro, e i cortometraggi “I carbonai di Serra San Bruno”, “Bovari”, “L’ultimo Mugnaio”, “I Palmenti Di Ferruzzano”.

Un’opera fondamentale della sua produzione è il volume fotografico: “Differenze di Vedute – Il paesaggio nella provincia di Catanzaro” (ed. Rubbettino).

Ha da poco ultimato un nuovo libro fotografico: “Madonna di Porto. Le icone votive lungo i percorsi verso il Santuario”, attualmente in fase di pubblicazione.

di: Raffaele Cardamone

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Raffaele Cardamone è nato a Soveria Mannelli, dove vive da sempre, lavorando in prevalenza nella città di Catanzaro. Da giovanissimo ha realizzato, per Radio Soveria Uno, programmi musicali di nicchia (“Radio on” e “Rock in motion”) e trasmissioni sportive sulla squadra di calcio locale. Ha la qualifica di “Tecnologo della comunicazione formativa”, acquisita al termine di un corso biennale di formazione professionale sulle applicazioni in ambito formativo delle tecnologie informatiche, audiovisive e multimediali, e quella di “Coordinatore di attività di progettazione formativa”, acquisita sul campo, lavorando per oltre dieci anni nell’équipe di Coordinamento didattico dell’Enaip Calabria (Ente di formazione professionale delle ACLI). Ha avuto l’opportunità di viaggiare molto in Italia e in Europa, prima per motivi di studio e poi di lavoro. La sua attività lavorativa si svolge nei settori della formazione professionale e della comunicazione (editoria, multimedialità e internet). È tra i fondatori e redattori della testata on-line ilReventino.it. Collabora con Gazzetta del Sud e l’editore Rubbettino. Alcune sue opere letterarie sono presenti sulla piattaforma digitale di self publishing ilmiolibro.it. Ha curato l'editing o collaborato ai testi di volumi pubblicati da Calabria Letteraria Editrice e Cineteca della Calabria. È autore dei testi del libro "Calabria. Un racconto a colori tra bellezza e identità" edito da Touring Club Italiano nel 2020.

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