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E’ estate? Parliamo anche di cose di scuola

Si è concluso l’anno scolastico in un turbinio di vicende e di polemiche che a tratti hanno caratterizzato anche la recente campagna elettorale… l’anno che verrà sarà ancora un anno di assestamento e di movimentazione delle questioni in corso. Il nuovo Governo, nella presentazione in Parlamento ha del tutto taciuto sugli impegni per la scuola. Restano in vigore le roboanti minacce di smantellamento della “Buona Scuola”, dal sottoscritto considerata fin da subito una legge sbagliata, nel cui articolato le cose buone, pure presenti, rimanevano sepolte e soffocate dentro una visione dirigista tanto astratta quanto inattuabile. Dovremmo vedere all’opera subito il nuovo ministro altrimenti si avvierà una nuova annata convulsa.

I ritardi di programmazione, inaccettabili per una classe dirigente che per cinque anni si è dimenata in annunci e strategie di comunicazioni senza realismo, faranno pagare da subito i danni: si moltiplicheranno le reggenze dei Dirigenti Scolastici e dei Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA cioè gli ex Segretari). Anche se vi saranno bravissimi Dirigenti a “reggenza”, sovraccaricati, di impegni interni e di relazioni con uffici superiori e con varie amministrazioni locali, nella vita dell’Istituto si rischia un distacco sul piano didattico-pedagogico a detrimento del clima relazionale di comunità educante. Solo chi non sa di scuola può sostenere che nulla importa… tanto le lezioni in classe ci saranno lo stesso! In questi giorni si è svolta la selezione di candidati aspiranti Dirigenti Scolastici. Facciamo, loro, da queste pagine, gli auguri e un incoraggiamento a che si apprestino a poter offrire prove di una ottima preparazione, per ottenere ottimi risultati.

Ma gli auguri, più ravvicinati, da estendere anche ai loro genitori e nonni, vanno rivolti ai giovani Diplomati/ Maturati/ Licenziati, di questi nostri paesi, che hanno superato i recenti Esami di Stato. Per loro si presenteranno nuovi impegni, che li porteranno, per studio o per lavoro (magari!) lontani dalle proprie contrade, sempre meno abitate e con sempre meno giovani. Il secondo augurio,per loro, è che comunque vi possano tornare. Ben affermati.

Chi in questi giorni si affaccia alla vetrata dell’I.I.S. “Luigi Costanzo” di Decollatura, in viale Stazione, può scorrere gli elenchi dei nominativi dei candidati che positivamente hanno superato le prove. Vi sono molti risultati eccellenti.

La media, nei tre Istituti (Tecnico-Professionale-Liceo) è comunque elevata. Segno che il sistema scolastico in questo nostro territorio, immiserito di Persone e di Cose, sta funzionando: dalla scuola dell’Infanzia, a quella Primaria, a quelle Secondarie di primo e di secondo grado. Vuol dire che collaboratori, amministrativi, docenti e dirigenti stanno svolgendo al meglio le loro funzioni. Vuol dire che gli stessi rapporti Scuola-Famiglia e Scuola-Enti Locali sono collaborativi. E lo devono essere sempre più, perché, come vado ripetendo da tempo, la “scuola” è l’unica risorsa reale che si può offrire a chi nasce qui. Attraverso essa si può aspirare a realizzarsi. Anche in questi tempi di gravi difficoltà generali e ancor più di difficoltà riversate negativamente verso i giovani. Anzi: proprio per questo. Di fronte ad una Italia che perde colpi, i colpi più gravidi di futuri rischi, assenti con miopia dal dibattito, sono indicati dagli alti tassi di abbandono scolastico, dai bassi tassi di istruzione superiore e universitaria nel confronto con gli altri Stati sviluppati, ai quali tassi, per paradosso fanno contrasto le alte percentuali di disoccupati e malpagati, diplomati e laureati. Sordi al futuro.

Anche questi novelli governanti (e sono quasi tutti giovani) stanno restando sordi a questo allarme drammaticamente segnalato da ogni statistica. Si stanno immettendo in problematiche che pure sono serie, ma, costituendone vicoli ciechi… ingigantendole per coprire la insufficienza della proposta e dell’azione. E nessuno dica che sono solo due mesi… i maggiori esponenti sono da 5 anni in Parlamento e alcuni anche da più di dieci.. i problemi li conoscevano per averli ben sollevati, avendone raccolti i consensi, e le soluzioni avrebbero dovuto ben “studiarle” anche se dall’opposizione.

Ma il “male” vien dal basso. Non c’è una sola locandina con i programmi estivi di qualsivoglia amministrazione e/o associazione in cui abbia trovato spazio un “dibattito” intorno alle questioni del sistema scolastico italiano.

Eppure la storia di una comunità, in gran parte, si svolge e si sviluppa a partire da come e se funziona la scuola e la sua articolazione sul territorio. La funzione svolta dalla Direzione Didattica con sede a Soveria Mannelli è stata essenziale.

Per rendersene meglio conto (mi riferisco ai paesi della nostra zona interna) è utile affacciarsi agli uffici della ex Direzione Didattica dove è presente un considerevole “fondo” di archivio, in questi mesi rimesso a sistemazione, ma ancora da migliorare nella classificazione.

L’incisivo rapporto tra scuola-istruzione-sviluppo culturale e sociale potrà essere testimoniato probabilmente più in appresso, attraverso una specifica pubblicazione dopo aver completato la valutazione di tutti i documenti reperiti, che è in corso.

Molta documentazione è andata persa. Ci sono 67 faldoni, contenenti centinaia di fascicoli, con migliaia e migliaia di fogli: è il “fondo di archivio” relativo alla ex Direzione Scolastica con sede a Soveria Mannelli.

E’ stato salvato dalla attuale DSGA coadiuvata da tutti i componenti degli uffici amministrativi e dai collaboratori che si sono avvicendati. Ma, per mancanza di spazio e di arredi idonei, era rimasto riposto, accatastato alla rinfusa su una serie di scaffali. Senza potere essere consultato. Destinato a sicuro deperimento.

Peccato per quanto si è perso. Quei faldoni contengono la “storia della scuola” dell’intero territorio interno montano che va da Motta Santa Lucia – Conflenti, fino a Gimigliano – San Pietro Apostolo, comprendendo Carlopoli, Cicala, Decollatura. Per diversi decenni e per tutta la fascia scolastica dagli ex Asili alle ex Scuole Elementari (oggi: Scuole Materne e Scuole Primarie) Per il sistema dell’istruzione di base, delle istituzioni scolastiche pubbliche e per quelle private, come i tanti Asili parrocchiali

Oggi hanno trovato la giusta custodia.

Facendo da tramite tra scuola e amministrazione comunale, con la collaborazione e la disponibilità della Dirigente Scolastica, Enrica Pascuzzi, e del sindaco di Soveria Mannelli, Leonardo Sirianni, con l’aiuto diretto di tutto il personale degli uffici e dei collaboratori presenti, oggi “tutto il fondo” dell’ex Direzione Didattica è collocato in due moderni armadi a vetri; ed è molto, molto più agevole e sicura la consultazione. In verità c’è bisogno ancora di un attento lavoro di rivisitazione dei singoli faldoni/fascicoli. Perché in essi sono stati raggruppati, a volte rinfusamente, per argomenti e per annualità, documentazioni diverse che vanno ricollocate. Un lavoro che richiederà attenzione e tempo. Intanto son salvi e decorosamente custoditi.

Sembra volersi entusiasmare per una cosa minima! Ma non lo è.

Vi sono i documenti “scolastici di intere generazioni. A leggerli si apprende la “storia professionale”, ma anche civica e umana, delle persone e di queste nostre comunità. Fogli con gli elenchi degli insegnanti, con le loro carriere, i loro stipendi, le loro certificazioni, i loro servizi prestati dai paesi del Crotonese fino ad arrivare alla agognata sede definitiva. Anni di supplenza, in luoghi isolati, in contrade sperdute, in frazioni, in Comuni diversi fino alla stabilità I diversi tipi di scuole: sussidiate, popolari, estive, montane. Gestite da Enti di versi, non solo dallo Stato e dai Comuni. La rilevanza delle norme scolastiche succedutesi, sul piano organizzativo, didattico, pedagogico. L’avvicendamento dei Ministri e le loro disposizioni più rilevanti. Quello degli Ispettori, dei Provveditori e dei Direttori Didattici. I bidelli incaricati dai Comuni. Gli insegnati divisi anche nella partecipazione ai concorsi: quelli per maschi e quelli per femmine: fino a qualche decennio addietro (e poi noi ci meravigliamo degli altri!) Gli elenchi infiniti degli alunni nelle diverse classi, tutte numerose, rigorosamente composte o da ragazzi o da ragazze: con le prove da superare in terza elementare e in quinta classe! Quanti “bocciati”! Le recriminazioni dei genitori. La funzione dei Patronati. Attraverso alcune carte è possibile seguire l’andamento del fenomeno migratorio: i tanti nulla osta rilasciati ad alunni che si spostavano con la famiglia nei paesi del Piemonte, della Lombardia e anche fuori Italia.

I calendari degli esami, quelli delle visite alle scuole da parte del Direttore, programmate ad inizio anno. Le feste ricorrenti con giornate finalizzate a specifici impegni. La “Festa degli Alberi”. I francobolli delle Croce Rossa. Le tessere della Dante Alighieri. La questione degli orari. Quella delle difficoltà di spostamento: i rischi dei viaggi delle maestre pendolari.

I rapporti travagliati tra scuola a amministrazione locale, nelle vicende travagliate dei locali prima approntati alla meglio, poi in edifici scolastici faticosamente realizzati, ed anche per la fornitura degli arredi, dei registri, dei gessetti, i voti per la “bella” copia, le macchie di inchiostro e le punizioni Per la fornitura di carbone e legna per le stufe da riscaldamento. Per il ritardo nell’aggiustare i vetri rotti; o per la fontanella senza acqua nei bagni….

La lettura delle relazioni dei Direttori Didattici a tratti è commovente per la passione al lavoro, per l’entusiasmo dei risultati ottenuti, ma anche con le amarezze dei ritardi nel funzionamento e nelle disfunzioni  organizzative e didattiche.

La lettura delle relazioni degli Insegnanti danno conto delle sensibilità e dei livelli professionalmente profusi. La funzione delicata dei vecchi “fiduciari”: figure di maestri/e capaci di reggere la guida di plessi dispersi dappertutto. Alcune iniziative didattiche di “Giornalino” scolastico commuovono.  Il processo di acculturazione attraverso corsi pomeridiani e serali. Ancor meglio i compiti pioneristici dei Centri di Lettura e dei  “Corsi popolari”: avamposto della lotta all’analfabetismo degli adulti, con le loro iniziative di attrazione, fino all’arrivo della Televisione e dei corsi “Non è mai troppo tardi”. Qui si leggono relazioni che rivelano l’abnegazione, la scrupolosità di tanti Maestri incaricati, che con professionalità fanno di tutto per superare le povertà del contesto socio-culturale-ambientale e motivare gli “allievi” reclutati.

Si, non è mai troppo tardi capire da dove veniamo per comprendere perché “siamo” e contribuire ad avere un futuro migliore.

Conoscere quale ruolo e come è stato svolto dal sistema scolastico incentrato nelle funzioni proprie della Direzione Didattica di Soveria Mannelli vuol dire capire meglio, accanto ai dati della logistica, quelli della demografia e quelli dell’economia, il come è il perché delle condizioni delle popolazioni interessate.  Si ricorda che a lungo in essa sono state giurisdizionalmente accorpate le popolazioni scolastiche anche di Decollatura (prima funzionante autonomamente, poi soppressa e quindi resa autonoma di nuovo) e di Gimigliano fino all’attribuzione di una sua autonomia.

Il lavoro di definitiva sistemazione consentirà a studiosi e a curiosi di rivisitare fogli che contengono un aspetto, secondo me, fondante delle identità dei paesi interessati. Basti considerare che tanti “uomini di scuola” sono anche coincisi con i Primi Cittadini/Sindaci  dei loro rispettivi paesi, o comunque da amministratori, infondendo nelle loro azioni di impegno politico rappresentativo le “sensibilità educative” e la sicura ansia di lotta all’analfabetismo diffuso, garantendo per questo verso l’elevazione di ceti sociali altrimenti trascurati. W la Scuola.

di Angelo Falbo

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di: Angelo Falbo

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