Home » COMUNI » Decollatura, le patate diventano 500 “vrasciole” con il laboratorio di cucina sociale del Reventino

Decollatura, le patate diventano 500 “vrasciole” con il laboratorio di cucina sociale del Reventino

di Raffaele Arcuri –

Piacevole pomeriggio passato tra i vicoli del centro storico di Decollatura. Le case “a rapillo” della frazione Passaggio hanno fatto da cornice al secondo laboratorio di cucina sociale del Reventino. Le protagoniste assolute sono state le patate di “Orto corto” bio, un progetto di agricoltura biologica messo in piedi da Carmine e Mario Gigliotti, trasformate poi in quasi 500 “vrasciole” di patate dalle preziose mani di Lorella, Alba, Francesca, Fiorella e Maria Caterina.

Sono intervenuti in tantissimi e da gran parte della Calabria, a significare che abbiamo bisogno di riscoprire segni e simboli che ci legano al territorio.

I laboratori di cucina sociale hanno appunto questo scopo: far superare le barriere che dividono i nostri paesi nella convinzione che attorno alla cucina popolare si possa ricucire il tessuto sociale di un territorio di montagna che vive ormai le stesse contraddizioni delle aree urbane.

E in molti si sono cimentati nella confezione delle famose “vrasciole del Reventino” la cui ricetta è stata poi diffusa tra tutti i partecipanti. Abbiamo voluto che i nostri laboratori fossero itineranti in modo da disegnare un percorso di geografia gastronomica del territorio.

Nella nostra cultura il tempo e i gesti dedicati al cibo sono rituali, sacri e assumono un’importanza fondamentale. La stessa quantità di tempo passato a tavola dai calabresi, e dai meridionali in genere, inconcepibile per altre tradizioni più a nord, è il segno evidente che si tratta a tutti gli effetti di un tempo liturgico: a tavola si concludono gli affari, si suggellano patti, si combinano matrimoni e si celebra quotidianamente il senso della famiglia. Non mi soffermo poi sulle valenze più strettamente religiose legate al concetto di “mensa”, retaggio indiscutibile dell’influenza di venti secoli di cristianesimo.

Il tempo lentamente tende ad affievolire tutto ciò e la logica del fast food a globalizzare anche la tavola ma, nella nostra società post contadina, ancora qualche traccia di quel significato rituale, originario, si percepisce. Il senso del nostro lavoro parte da qui, celebrare il nostro territorio attraverso il cibo, oppure per dirla con le parole di Calvino: “Il modo migliore per conoscere un territorio è introitarne il suo cibo o ancor meglio mangiare il territorio”.

Una diversa forma di viaggio, il tentativo di disegnare una rotta tra le isole di un arcipelago perduto, un pellegrinaggio tra odori, sapori, sensazioni e luoghi, vicini ma in fondo sconosciuti, che fanno parte di noi. A dicembre il prossimo appuntamento tra i vicoli di un altro paese alla scoperta di un nuovo tesoro della cucina popolare del nostro territorio del Reventino. Vi aspettiamo.

La citazione di Calvino è tratta da “Sotto il sole giaguaro”, una raccolta di racconti dedicata ai 5 sensi, rimasta incompiuta e pubblicata postuma.

Print Friendly, PDF & Email

di: La redazione

La redazione si occupa di elaborare i testi e provvedere alla pubblicazione delle note pervenute. Per segnalazioni e comuncazioni scrivere a: redazione@ilreventino.it – Grazie –
Se non intendi stare con le mani in mano ed essere parte attiva, per integrare il gruppo di redazione, ti invitiamo a partecipare.

Verifica altro

Striscia la Notizia, si rioccupa degli alloggi popolari di Decollatura e Lamezia Terme

Decollatura – Striscia la Notizia ritorna ad occuparsi degli alloggi popolari dell’Aterp di Decollatura e ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *