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Decollatura, incontro Fidapa – “Nel Giorno del Ricordo: dalle Foibe del Carso agli abissi del Mediterraneo”

Decollatura – “Nel Giorno del Ricordo: dalle Foibe del Carso agli abissi del Mediterraneo”. Un tema quello affrontato che accomuna adulti e giovani studenti intervenuti nella manifestazione organizzata presso l’auditorium del Liceo Scientifico dalla Fidapa (Federazione Italiana delle Donne nelle Arti, Professioni e Affari) di Soveria Mannelli in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore “Costanzo” di Decollatura.

“La memoria sulla verità storica – ha sottolineato la presidente Teresa Pullano della Fidapa – è alla base della coscienza civile di una nazione”. E rivolgendosi alla giovane platea, ha ricordato che con la legge 92 del 30 marzo 2004 il Parlamento italiano ha istituito al 1° febbraio la celebrazione del “Giorno del Ricordo” in memoria delle vittime delle Fobie e dell’esodo giuliano-dalmata (500mila circa) avvenuto nel secondo dopoguerra.

La celebrazione, spiega la presidente, è collegata anche agli eccidi di oggi: Kurdistan, Siria, come la distruzione di Adecco ed altri episodi, e sottolinea che la Fidapa “ha collegato il coraggio delle vittime delle Foibe con il coraggio e l’azione dei migranti costretti a lasciare la propria terra”.  Infine, ringrazia per la collaborazione offerta dal dirigente Antonio Caligiuri, docenti e alunni per essere “cooprotagonisti di portare avanti i valori del vivere civile e i diritti della persona umana in primis la dignità del lavoro, la libertà, la parità di genere”.

Sono intervenuti inoltre, Maria Orsola Chiodo, vicaria dell’Istituto “Costanzo”, Anna Maria Cardamone, sindaca di Decollatura e il comandante della locale stazione dei carabinieri.

A seguire la serie di relazioni: “Cronaca di uno sterminio” a cura dell’alunno Virgilio Bonacci; “Dallo stermino di ieri agli eccidi di oggi” tenuta da Mirella Perrone Chiodo, past presidente Fidapa; “Empowerment delle migranti” svolta da Angiola Infantino, past presidente distrettuale Fidapa.

Nei saluti, la docente Chiodo, rileva come sia forte il sentimento di umanità e solidarietà, personale e dell’intero corpo docente e poi sottolinea come la scuola sia impegnata all’interno e nell’ambito di tutto il territorio perseguendo non solo la crescita didattica ma anche culturale degli studenti cercando di apportare un fattivo contributo partecipando e contribuendo alle innumerevoli iniziative in cui di volta in volta è coinvolta.

La sindaca Cardamone, nel plaudire l’iniziativa sostiene che “bisogna avviare un percorso sempre più proficuo dell’integrazione sociale e diminuire le differenze qualunque siano”. Aggiunge che per quanto è giusto mettere dei paletti all’immigrazione, si vive in un mondo sempre più complesso, dove alcuni alzano muri e steccati che creano preoccupazioni e tensioni, piuttosto che solidarietà.

La sindaca, ritiene positiva ed utile la scelta dei 5 comuni del Reventino che hanno attuato il progetto Sprar (accoglienza famiglie), e auspica un maggiore coinvolgimento vista la positiva ricaduta per la comunità. “Riflettiamo – conclude – sono persone come noi, solo molto più deboli, più fragili e più sfortunate e nate in paesi che forse non hanno neppure scelto”.

Molto apprezzata l’esibizione delle “Furracchiole” dell’associazione “Anna Fabiano” guidate dal maestro Maria Pia di Salvo, che con i loro canti e ballate popolari hanno reso onore alle vittime. Come è stata anche gradita l’esibizione degli studenti del Liceo impegnati in “Parole in rima” e dei ragazzi del Professionale Socio Sanitario. Dettagliate e ricche di dati le due relazioni, dell’alunno Bonacci e della professoressa Perrone, che col supporto digitale hanno catturato ancor più l’attenzione. Un invito a riflettere sui fenomeni del passato, ben presenti ancora oggi in occidente, che hanno provocato milioni di morti in ogni paese: Cina, Russia, Indonesia, Cambogia Iraq ed altri. La past presidente Angiola Infantino, riaffermando il diritto alla parità ha richiamato l’articolo 3 della Costituzione ed ha affermato come “nella parità si fonda la nostra civiltà, la nostra cultura occidentale”. 

Per Infantino, “l’accoglienza va regolata per evitare di creare intolleranza, che col tempo produce odio, che non uccide solo il destinatario, per prima uccide chi lo nutre, lo divora dentro e dall’odio deriva il razzismo, quello che stiamo vedendo oggi”. Su questo aspetto, pone l’attenzione la presidente, che aggiunge come “accogliere, significa integrazione, multiculturalismo e non ci può essere integrazione senza rispetto reciproco”.

La donna emigrante per l’Infantino è quella che maggiormente ne porta le maggiori conseguenze (violenza, sfruttamento, vittime del sesso ed altro). Alla domanda cosa si può fare, la presidente risponde che il progetto “Empauer” (dare potere) è una speranza per facilitare i problemi delle donne immigrate e renderle autonome e accrescere l’autostima.

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di: Pasquale Taverna

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