mercoledì , 19 Febbraio 2020
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Coordinamento Italiano Sanità Aree Disagiate e Periferiche difende i servizi sanitari montani

I problemi dei tagli agli ospedali delle aree periferiche e particolarmente disagiate e la questione della chiusura dei punti nascita, che riguardano gli ospedali di tutte le regioni italiane, nessuna esclusa, (compreso il territorio del Reventino e dell’area centrale della Calabria in cui ricade l’ospedale di Soveria Mannelli ndr), sono stati gli argomenti esposti al ministro della Salute, Roberto Speranza.

A tal riguardo, Emanuela Cioni, presidente del CISADeP – Coordinamento Italiano Sanità Aree Disagiate e Periferiche – in una nota pervenuta in redazione a seguito della visita svolta dal ministro ad Alto Reno Terme, in provincia di Bologna, lo scorso 13 gennaio 2020 – comunica che ha provveduto a consegnare, direttamente al ministro, la cartella con i documenti su tale problematica sanitaria raccolti nel corso dell’attività svolta dal CISADeP negli ultimi 4 anni.

La presidente Cioni, nell’occasione ha sottoposto al ministro della Salute, Roberto Speranza, e al capo della segreteria, Massimo Paolucci, la questione nazionale dei punti nascita in aree periferiche, montane e particolarmente disagiate, con le problematiche connesse alla riapertura e/o alla garanzia dei servizi e dei protocolli per mettere in sicurezza la gestante e il nascituro, e contribuire ad individuare soluzioni praticabili, così come le problematiche delle aree periferiche e particolarmente disagiate in merito ai servizi ospedalieri.

In tale occasione si è riscontrata la disponibilità del ministro Speranza e dell’on. Paolucci ad approfondire in maniera puntuale le questioni rappresentate, ed è stato presentato un corposo dossier completo di documentazione e proposte sulle tematiche rappresentate ai due esponenti politici.
Nel corso del suo intervento, il ministro Speranza ha sottolineato di condividere e capire, essendo lui stesso nato in un paese ad 800 metri di altitudine le problematiche e le difficoltà della popolazione vivente nelle aree montane e periferiche.

Nella nota diffusa dalla presidente Emanuela Cioni del Coordinamento Italiano Sanità Aree Disagiate e Periferiche, si legge inoltre quanto di seguito riportiamo.

<<Il ministro, in merito alla riapertura dei punti nascita negli ospedali allocati in queste aree territoriali, è stato disponibile ad individuare soluzioni, possibilista in materia, ma abbastanza cauto, per evitare di fare promesse che possono rivelarsi infondate.

Il dato positivo è che al Ministero c’è la volontà di approfondire, sviscerare, analizzare la questione per trovare soluzioni innovative e sicure che possano garantire punti nascita e percorsi nascita sicuri, il che è una vittoria, per adesso parziale dell’azione intrapresa dal CISADeP. Tuttavia finché non arriveranno fatti concreti, la prudenza, anche se velata da un moderato ottimismo per l’ascolto prestato ai rappresentanti del CISADeP dagli esponenti politici che guidano il Ministero, è d’obbligo>>.

di: La redazione

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