mercoledì , 17 Luglio 2019
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Colosimi – “Oggi come ieri, la Società e la quotidianità del male” con Francesco Caravetta

Colosimi Rotary 3Colosimi – Per gli incontri sul territorio “Oggi come ieri, la Società e la quotidianità del male” è il tema affrontato dal Rotary Club Rogliano Valle del Savuto, e da Colosimi si lancia un appello: “la televisione ritorni ad avere il ruolo di battistrada della cultura”.

Insieme al presidente del Rotary, Teresa Maletta, e Manolo Talarico, sindaco di Colosimi, ne hanno discusso Francesco Caravetta, scrittore e studioso di antropologia, Gabriella Salfi, avvocato e Annunziata Procida, criminologa. Letture e moderatore, Antonio Simarco, insegnante di drammatizzazione ed assessore alla cultura del comune di Rogliano.

Colosimi Rotary 2Con “Delitti nei dintorni – ha detto la presidente Maletta- il Rotary, porta all’attenzione della comunità, alcuni processi trascritti e raccontati da Francesco Caravetta che vanno dal 1863 al 1936 cercando di approfondire anche gli effetti della spettacolarizzazione di rilevanti fatti di cronaca giudiziaria che ogni giorno sono discussi nei programmi di intrattenimento televisivo.

Colosimi Rotary 5Dopo i saluti del sindaco Talarico, il commediografo Simarco, ha raccontato immedesimandosi nei personaggi la storia vera portata alla luce da Caravetta. Un bambino viene ucciso dalla vicina di casa (sazizzella) nella frazione Mascari di Colosimi nel lontano 1929. L’interpretazione di Simarco, un momento di grande commozione che ha catturato la numerosa platea accorsa in piazza Plebiscito. All’avvocato Salfi prima, e alla criminologa Procida dopo, è toccato entrare nel merito al processo ed affrontare anche la spettacolarizzazione dei fatti di cronaca e come è cambiata nel tempo la giustizia italiana. Con dovizia di particolari Salfi, ha illustrato l’evoluzione storica delle misure di sicurezza nella legislazione penale italiana, dal codice Zanardelli 1889 al codice Rocco 1930, e con qualche accenno alla esigenza di riforma ai tempi repubblicani. Un confronto necessario – ha aggiunto la penalista – per dimostrare come la condanna del delitto in questione (1929) avrebbe potuto avere un risvolto diverso alla luce dell’applicazione del codice Rocco (1930). Salvi, ha evidenziato tra l’altro, che il codice Zanardelli, assegnava alle pene “la retribuzione del male arrecato col reato commesso” e regolava già alcuni provvedimenti di natura preventiva che si differenziavano dalla pena.

Colosimi Rotary 6Puntuali, pertinenti e condivisi dalla platea alcune osservazioni della penalista Salfi, che ha risposta a numerose domande del pubblico sulla spettacolarizzazione dei processi in televisione e invitato “a non perdere la fiducia nella giustizia”. La giovane criminologa Pracida, laureata in cinema, con lucidità ha sottolineato come il cinema e la criminologia sono accomunati dall’osservazione di un fenomeno e dal racconto del fatto. “Ovviamente, aggiunge, il cinema lo fa in modo finzionale, la Colosimi Rotary 7criminologia, davanti agli atti processuali ha il compito di riproporlo in modo veritiero e quindi posto all’attenzione dei talk show”.  Il caso, aggiunge, riempie i palinsesti, dove non sono i fatti ad andare avanti ma le opinioni e si perde di vista quello che è il valore del processo penale e si supera il limite del diritto di cronaca a discapito del segreto istruttorio. La percezione del crimine, per la criminologa è legata “all’effetto paura, causata della crisi di valori, che la gente associa al crimine”.  Colosimi Rotary 1Si aggiunge poi lo spettacolo in televisione del “dolore, ascoltato e analizzato, dal quale si produce sete di giustizia”. Un invito infine a dare la giusta percezione del crimine in quanto “è più possibile morire di morte naturale che essere ammazzati”.

Colosimi Rotary 4Per Caravetta, l’incontro col territorio è una esperienza positiva da ripetere in ogni comune. “Oggi, si vive in una società abbastanza tranquilla, nonostante alcuni atti di violenza e malaffare. E’ falso credere   – afferma lo studioso – che una volta potevi lasciare la porta di casa aperta, tanto non entrava nessuno. Non è mai stato così. Furti, rapine, violenza sui minori, stupri, femminicidi e omicidi erano all’ordine del giorno, basta vedere le statistiche omicida degli anni 20 e 30 per non avere dubbi”. Tra l’altro Colosimi Rotary 8aggiunge, che il male, non si può eliminare e per tenerlo lontano bisogna toccarlo, conoscere, perché spesso viene dal vicino, da chi ti conosce. E infine, spostando il discoro sulla percezione dei bambini nella società rurale, afferma che “il bambino era considerato un pò meno del cane di casa, un costo per la famiglia”. Questo, uno dei motivi principali che i bambini non erano tutelati, accuditi, attenzionati dalle famiglie come avviene oggi.

di: Pasquale Taverna

Pasquale Taverna
Giornalista pubblicista, vive a Bianchi (CS), ha lavorato come docente nelle scuole superiori, con passione si occupa e promuove la cultura locale e con sensibilità segue i temi ambientali del territorio.

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