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Cittadinanzattiva TdM di Catanzaro: Finalmente non più ultimi in sanità

di Emilia Celia – Coordinatrice di Cittadinanzattiva (Tribunale per i diritti del malato di Catanzaro) –

Emilia Celia

Il ruolo della medicina territoriale è di fondamentale importanza per la salute del cittadino e nell’organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale.

Stiamo vivendo, infatti, in un’epoca in cui si registra un allungamento della vita media con un aumento dei pazienti fragili e con pluripatologie che necessitano di cure al proprio domicilio per una migliore qualità di vita. L’attenzione si è dovuta, quindi, spostare dalle cure ospedaliere a quelle erogabili al paziente inserito nel proprio ambiente. Ciò nel rispetto della persona considerata come unità bio-psico-sociale oltre che per una diminuizione di costi.

Per tale motivo la legge Balduzzi, nel normare il riordino dell’assistenza primaria, ha ratificato l’istituzione delle UCCP (Unità Complesse di cura primaria), unità multiprofessionali, multidisciplinari e multisettoriali che operano in forma integrata assicurando in tal modo una presa in carico della persona completa ed a 360 gradi.

La stessa normativa ha indicato, come requisito fondamentale, la continuità dell’assistenza da erogare in tali aggregazioni h12/24.

Finalmente la provincia di Catanzaro non è agli ultimi posti nel modello organizzativo sanitario. Sono state istituite ben nove Uccp che assicurano un’assistenza completa e continua, in alcuni casi anche h24 per la presenza di una postazione di continuità assistenziale (ex guardia medica).

E non si tratta solo di un puro dato numerico. Gli obbiettivi conseguiti da tali forme di aggregazione sono tangibili e sotto gli occhi di tutti con la riduzione degli accessi in pronto soccorso e dei ricoveri in ospedale per patologie a maggiore impatto sociale ed economico come diabete, ipertensione, BPCO. E non bisogna dimenticare anche il gradimento del paziente.

Solo la Uccp di Catanzaro, che dispone di due sedi, ha gestito nel 2018 circa 184.000 accessi con diminuzione dei   ricoveri per riacutizzazioni di Bcpo da 145 nel 2013 a 29 nel 2016(- 81%), per diabete da 881 nel 2013 a 284 nel 2016 (-68%).

La nostra associazione si augura, pertanto, che tale modello venga mantenuto ed implementato nell’ ottica di un miglioramento continuo dei servizi e di una sanità che guarda al futuro in un’epoca di transizione epidemiologica e di diminuzione delle risorse economiche.

di: La redazione

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