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Bianchi, l’amministrazione comunale celebra il giorno dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate

L’amministrazione comunale con un sobria cerimonia ha onorato il 4 novembre, giorno dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.

La ricorrenza, come si ricorderà è stata istituita nel 1918 per commemorare la fine della Prima guerra mondiale per l’Italia, e il 4 novembre è la data dell’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti.

Alla deposizione di una corona d’alloro per tutti i caduti in guerra, nei pressi del monumento adiacente il palazzo municipale, insieme al sindaco Tommaso Paola, hanno preso parte alla cerimonia: il parroco don Giuseppe Trotta, amministratori, i militari della locale stazione dei carabinieri, la polizia municipale, le suore, alunni, i piccoli della scuola dell’infanzia, docenti, cittadini e rappresentanti delle associazioni del territorio.

Le note dell’Inno di Mameli, gli squilli di tromba che hanno risuonato per l’intera piazza, l’alza bandiera ad opera di un carabiniere, e i nomi, che sono incisi nella lapide di marmo bianco di Carrara, dei trentatré soldati biancari periti in guerra scanditi da don Giuseppe, sono stati una sequenza di momenti toccanti della cerimonia che è servita a ricordare quanti hanno sacrificato la propria vita, partecipando agli eventi bellici e non più tornando al luogo d’origine, lottando per la Patria, la pace e la  libertà.

Il sindaco Paola ha sottolineato <<la pericolosità della guerra e la sua assurdità, unica capace di aver generato milioni di morti e nonostante tutto- conclude- l’uomo fomenta a questa violenza che continua a mietere vittime in tanti conflitti sparsi sulla terra.>> infine invita a<<riflettere e onorare i parenti morti in guerra, che sono l’orgoglio del paese>>.  

Don Giuseppe spiega che <<la storia di un popolo ha nelle sue feste nazionali un momento forte di presa di coscienza di ciò che costituisce il fondamento e la norma del bene comune, in una tavola di valori che deve rifarsi a Dio Padre, da cui discende ogni vincolo di fraternità. Per dar voce a questa consapevolezza e superare il disagio che emerge dal divario fra progetto e la realtà, siamo invitati a guardare a Cristo che sulla croce ha stabilito il patto universale di riconciliazione di pace>>.

di: Pasquale Taverna

Pasquale Taverna
Giornalista pubblicista, vive a Bianchi (CS), ha lavorato come docente nelle scuole superiori, con passione si occupa e promuove la cultura locale e con sensibilità segue i temi ambientali del territorio.

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