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Bianchi, cronistoria del “Museo delle Pergamene e Documenti Storici”

Nell’aprile 1984, l’amministrazione comunale, su proposta del defunto e benemerito cav. Luigi Elvio Accattatis, nipote del famoso accademico Luigi Accattatis (1988), autore tra l’altro del vocabolario dialettale calabrese e presidente dell’Accademia Cosentina, il Comune di Bianchi nella persona dell’allora sindaco Pasquale Taverna (1981-85) in una amplia sala presso la Casa comunale istituì il “Centro di Studi Paleografici di Bianchi” nel quale era esposto il patrimonio culturale della famiglia avuto in comodato d’uso gratuito.

Atti notarili del 1198 e del 1221 dell’imperatrice Costanza che elencano privilegi e concessioni al Monastero di Corazzo (Carlopoli) e circa 40 Pergamene ‘500/’600 del Fondo Accattatis trattano, compra-vendita di terreni, fonte di conoscenza di clausole, di servitù, di obblighi che i padroni si riservavano nei confronti dei loro vassalli”.

Successivamente dopo un periodo “buio” per la cultura e lo studio delle genti che di Bianchi hanno tenuto alto il nome, nel 2004 il sindaco Aurelio Rocca, grazie alla grande generosità dei famigliari di Accatttis, la signora Carmela Mele che ha donato gratuitamente al Comune di Bianchi l’archivio storico della famiglia, invece di proseguire come Centro Studi, realizzò il “Museo delle Pergamene e Documenti Storici” intitolato a Luigi Elvio Accattatis, uomo di cultura poliedrica, poeta e scrittore, cittadino di Bianchi, premiato e riconosciuti prestigiosi premi da famose accademie.

Nell’accogliente Museo delle Pergamene è possibile ammirare alcuni documenti antichi di notevole valore storico. Tra i documenti, quelli di maggior rilievo, sono risalenti al ‘600 e altri addirittura al ‘500; ci sono inoltre alcune pergamene a firma di Carlo V di Spagna, altre di Federico II e Federico IV degli Aragonesi, una bolla papale a firma di Benedetto XII. Tra i documenti storici sono molto interessanti alcuni atti notarili del 1198 e del 1221 dell’imperatrice Costanza.

Una voluminosa e interessante documentazione storica che richiama l’esistenza degli Accattatis, un tributo di riconoscenza e gratitudine alla nobile Casata che ha lasciato una profonda traccia sociale, economica e culturale nella storia di Bianchi. Secondo quanto ritiene l’allora sindaco Pasquale Taverna, questo Museo, ha la finalità di non spezzare il filo della memoria e la storia. I fatti, i nomi e gli avvenimenti siano di esempio e possano servire a costruire il presente e lanciare il futuro. Risorsa importante per costruire un processo di sviluppo integrato, volto alla valorizzazione delle proprie specificità ed occasione di traino essenziale per lo sviluppo locale.

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di: Gigi Sirianni

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