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Alla riscoperta della “curva dei tedeschi” escursione dell’asd Calabriando

La curva dei tedeschi, quanti la conoscono, ne hanno sentito parlare o sanno dove si trova. Andare alla riscoperta di vecchie storie di montagna attraverso delle escursioni è quanto si prefigge il gruppo dell’asd Calabriando di Catanzaro, affiliata al comitato UISP del capoluogo.

Nel corso del week end, sulla neve della Sila, si è svolta l’ennesima iniziativa dell’asd Calabriando di Catanzaro per riscoprire le tante storie che la montagna calabrese conserva e che spesso restano dimenticate, è quanto scrive in una nota, pervenuta in redazione, Felice Izzi presidente Comitato UISP di Catanzaro.

Armati di ciaspole e di tanta voglia di divertirsi, il nutrito gruppo di escursionisti, tra cui alcuni bambini, ha trascorso due giorni bellissimi camminando sulla neve della Sila. Nella giornata di domenica 3 febbraio 2019, complice una bella giornata, gli escursionisti sono partiti da Bocca di Piazza (m. 1238 slm) in direzione località Camporotondo (m. 1300) e lago Savuto (m. 1197), per poi giungere nei pressi della presa sul medio Savuto. In tutto 8 km circa, immersi nella bellezza della natura invernale, che hanno permesso di conoscere manufatti e costruzioni dell’uomo e vari tesori ambientali della montagna.

Soprattutto è stato possibile conoscere la storia della “curva dei tedeschi”, che si trova poco distante dal Bivio Spineto (direzione Bocca di Piazza); si tratta di un’ampia curva a destra sulla strada, dove furono seppelliti nel settembre 1943 cinque soldati tedeschi, morti nel bombardamento degli aerei inglesi sull’autocolonna militare tedesca che ripiegava su Napoli e Cassino dopo l’armistizio dell’8 settembre e i conseguenti tragici giorni di caos. Cinque croci di ferro con gli elmetti e il nome dei caduti furono poste sul luogo dai tedeschi, poi negli anni sessanta i familiari dei deceduti recuperarono i resti riportandoli in Germania.

La storia (insieme a molte altre) con i suoi dettagli è stata ben ricordata da Michele Belcastro in articoli e libri. Belcastro (classe ’38) è stato infatti testimone oculare di questa e altre vicende, avendo vissuto a lungo sulla Sila; e da tempo si accompagna con gli amici uispini nei boschi e nei luoghi della Sila che così ben conosce, sempre rigorosamente a piedi.

In passato la sua presenza è stata preziosa nella conoscenza di altre storie e altri luoghi: la tragedia degli otto operai morti nel lago Ampollino nel ’54, la vicenda di “Mamma Giuseppina”, gli affascinanti racconti di vita, tra lupi e neve, in Sila; i ricordi legati a dighe, aziende boschive e centrali idroelettriche, il tutto ai tempi in cui non esistevano cellulari, internet e mezzi di trasporto.

Sulla curva dei tedeschi il gruppo ha posto un cartello temporaneo, ma in futuro il Comune di Parenti, potrebbe apporre una targa a beneficio dei passanti, per ricordare quest’altra vecchia storia di montagna. Far conoscere queste e altre storie può servire infatti a non dimenticare il passato e a contribuire allo sviluppo sociale e culturale della nostra bellissima Sila.

di: La redazione

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