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Ad Ambrogio Sparagna, con la sua travolgente musica, il Premio Mario Gallo XIII edizione

Riparte il Premio Mario Gallo XIII edizione, organizzato dalla Cineteca della Calabria, con un appuntamento musicale d’eccezione, giorno 10 gennaio al cinema Garden di Rende. Saranno ospiti Ambrogio Sparagna che riceverà il Premio Mario Gallo e Gianfranco Pannone che presenterà il film girato con Ambrogio Sparagna: “Scherza con i fanti”.

Ambrogio Sparagna è uno dei più importanti musicisti della musica popolare europea con all’attivo numerosi progetti realizzati in collaborazione con importanti e prestigiose istituzioni, concertistiche e non, nazionali e internazionali, e con artisti italiani e solisti da tutto il mondo.

Allievo di Diego Carpitella con cui realizza numerose campagne di rilevamento sulle tradizioni musicali dell’Italia centrale e meridionale. Nel 1976 dà vita alla prima scuola di musica popolare in Italia e fonda nel 1984 la “Bosio Big Band“, un originale ensemble di organetti con il quale realizza numerose produzioni discografiche e di teatromusica. Dal 2004 al 2006 è Maestro concertatore del Festival “La Notte della Taranta”, dirigendo una grande orchestra di 60 elementi composta da strumenti popolari e realizzando molti concerti, dalla Puglia alla Cina. Dal 2007 è fondatore e direttore dell’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, un grande gruppo strumentale stabile che raccoglie tanti interpreti provenienti da tutte le regioni della Penisola, allo scopo di promuovere e valorizzare il repertorio della musica popolare italiana. Con questo organico dà vita a numerosi progetti di spettacolo sia nell’ambito della stagione della Fondazione Musica per Roma, che in Italia e all’estero. Nel 2009 è ospite speciale del WOMEX. World Music Expo di Copenhagen.

Ambrogio Sparagna ha al suo attivo un’intensa attività concertistica internazionale in numerosi Paesi europei ed extraeuropei e un’ampia esperienza di didatta anche attraverso la pubblicazione di numerosi saggi e documenti audiovisivi sulla musica popolare italiana. Ha avuto modo di collaborare con numerosi e qualificati artisti della scena musicale tra i quali Francesco De Gregori, Lucio DallaAngelo Branduardi, Peppe Servillo, Teresa De Sio, Nino D’Angelo, Simone Cristicchi, Ron, Giovanni Lindo Ferretti e molti altri.

Il film “Scherza con i fanti”, presentato alla Mostra del cinema di Venezia nel 2019 come evento speciale alle Giornate degli Autori, vuol essere sia un viaggio tragicomico nella recente storia d’Italia sia un universale inno alla pace, ma soprattutto si propone con un percorso lungo più di cent’anni che prova a scandagliare il difficile e anche sofferto e ironico rapporto del popolo con il mondo militare e più in generale con il potere, in cui agisce fortemente una pietas di matrice cristiana.

Tutto questo attraverso i canti popolari e quattro diari di guerra; quelli di: un soldato lombardo del Regio Esercito di stanza a Pontelandolfo, in Campania, dove fu uno dei protagonisti dell’eccidio di civili più cruento all’indomani dell’Unità d’Italia; un autista viterbese del Regio Esercito, che nel 1935 andò a combattere in Etiopia, convinto che quell’impresa coloniale fosse la sintesi perfetta del primato fascista e che, invece, scoprì la terribile realtà dei gas ai danni della popolazione locale; una giovane donna cattolica e di estrazione borghese, che divenne partigiana sulle montagne tra Parma e La Spezia e che infine combatté due guerre, la prima contro i nazifascisti, la seconda, forse la più difficile, contro gli uomini; un sergente napoletano della Marina militare, oggi quarantenne e appassionato suonatore di zampogna, che ha prestato servizio nelle missioni di pace internazionali e che in Kosovo ha scritto un diario ricco di pietas e umanità.

I diari si intrecciano con i canti e le musiche popolari di gioia e di dolore scelti e composte da Ambrogio Sparagna e il prezioso repertorio dell’Archivio dell’Istituto Luce Cinecittà; che a sua volta si interfaccia con le immagini di oggi, attraverso quel paesaggio italiano, nella cui unicità e varietà spiccano i sacrari militari e i cimiteri, specie delle due grandi guerre, dove riposano migliaia di soldati italiani e stranieri.

Non ultima, la testimonianza di un grande intellettuale, Ferruccio Parazzoli, che il destino ha voluto abitasse sul quel Piazzale Loreto, da lui “cantato” nei suoi romanzi, dove furono esposti i cadaveri di Mussolini e dei suoi sodali, forse la pagina più tragica della ricca e contraddittoria storia recente d’Italia.

di: La redazione

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