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A Cleto si è concluso il festival “Indipendentemente Teatro” con lo spettacolo dei Coram Populo

Si è concluso al Castello di Savuto in Cleto il festival “Indipendentemente Teatro”, realizzato dal Teatro della Ginestra con la direzione artistica di Dante de Rose.

Lo spettacolo “Femmine un giorno… e poi madri per sempre” dei Coram Populo, alle ore 21.00 di sabato 6 luglio, è stato l’ultimo evento programmato per il festival che ha visto protagonista “La figura della Donna nel mondo dell’arte”. Alle ore 18.00 il Direttore Artistico ha invece relazionato sui risultati ottenuti. Al Castello di Savuto c’è stata anche l’opportunità di visitare “CORPI”, la mostra fotografica di Raffaella Arena dedicata al tema.

Il concerto dei Coram Populo è stato tutto dedicato alle donne di Fabrizio De André: tutte dolorosamente incantevoli, gioiosamente indimenticabili, diverse, mutevoli, variegate. Da una canzone all’altra, da un testo all’altro, da un sospiro all’altro, a formare le perle di una sfolgorante collana, per tutte, Faber, la sua musica, le sue parole, il suo ricordo. Sono parole che sempre, anche quando spunta il sorriso dell’ironia, dicono la donna con rispetto. Faber dalle donne era incantato, nella loro intercapedine di sconosciute, come amava anche egli stesso definirle. Amate e cantate, perché migliori.

Un concerto sulle donne di Fabrizio, raccontato in musica, frasi, testi e canzoni. Una sorta di cammino ideale nel quale lo spettatore si è ritrovato a incontrare 16 donne che per anni ha conosciuto attraverso le note di Faber: Sally, princesa, Nina, bocca di rosa…. un progetto nato per il ventennale della sua scomparsa che ha visto impegnati 7 musicisti e un’attrice.

«La verginità, le puttane, le madri. Questo viaggio ha sempre una partenza ben precisa e un punto di arrivo indefinito.  L’inizio è Faber, la sua sensibilità, il suo garbo anche nel descrivere la crudezza della vita, la sua poesia. La fine è indefinita perché abbiamo l’illusione di pensare che il pubblico che verrà a vedere lo spettacolo sarà portato a pensare in modi diversi ciò che l’autore di questi capolavori voleva sottolineare. Crediamo che questo avrebbe voluto Lui. Con una semplice ma ferma prerogativa: il rispetto totale verso le Persone, Donne, uomini o ciò che si è scelto liberamente di essere.  Una sfida, una celebrazione…per conservare e custodire nel tempo e oltre il ricordo di Fabrizio…senza la presunzione di volerlo emulare, violare o sacrificare».

di: La redazione

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